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Elkann: "Binotto ha le competenze per avviare un ciclo vincente in Ferrari"

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John Elkann, Ferrari

Credit Foto Getty Images

DaLorenzo Rigamonti
28/07/2020 A 08:26 | Aggiornato 28/07/2020 A 08:26

Il presidente della Ferrari commenta il periodo difficile del Cavallino. La macchina non è migliorata, ma si guarda al futuro con la coppia Leclerc-Sainz.

John Elkann, presidente Ferrari, ha parlato alla Gazzetta dello Sport riguardo le correnti difficoltà della scuderia. Un inizio di stagione terribile per la scuderia di Maranello, culminata con il ko di Vettel e Leclerc in Austria e riverberata dalle sistematiche difficoltà ingegneristiche. La crisi è viva e pesa sulle spalle di Mattia Binotto. La convinzione comune è che si sia giunti alla fine di un ciclo, anche se il mondo del Cavallino si scinde tra chi vorrebbe fare tabula rasa e chi è consapevole che tagliare teste non servirà a rimettere in piedi la Ferrari. Di quest’ultimo avviso è proprio John Elkann, che ribadisce: “La Ferrari nel suo insieme gode di ottima salute. Sotto la guida dell’ad Camilleri è riuscita a esprimersi con grande vitalità. Lo abbiamo visto dai risultati, dalla capacità di presentare cinque nuovi prodotti come mai prima. Dalla perfetta gestione dell’emergenza sanitaria.”

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Una vettura non competitiva

Elkann rimane obiettivo e analizza le principali problematiche che hanno contribuito a questo avvio di stagione da horror: “Ci sono stati i cicli vincenti della Red Bull per capacità aerodinamica e della Mercedes per la grande abilità nelle tecnologie del motore ibrido. Quest’anno non siamo competitivi anche per errori di impostazione della macchina. Abbiamo avuto una serie di debolezze strutturali che esistono da tempo nell’aerodinamica e nella dinamica del veicolo. Abbiamo anche perso in potenza motoristica".

La Ferrari quindi al momento “non è competitiva. Lo si è visto in pista e lo si vedrà ancora”.

Ma questa constatazione non deve togliere l’ottimismo per il futuro. Perciò bisognerà cominciare un nuovo ciclo dal 2022 quando cambieranno le regole. La Ferrari c’è sempre stata e ci sarà sempre. Torneremo a essere competitivi e punteremo a vincere. Siamo fiduciosi”.

John Elkann, Ferrari, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Confermata la fiducia a Binotto

Ha tutte le competenze e le caratteristiche per un nuovo ciclo vincente. Era in Ferrari con Todt e Schumacher, sa come coniugare ambizione e concretezza. Con lui ripartiamo da una base chiara. Conosciamo le nostre debolezze, vogliamo andare oltre e ricominciare a vincere con piloti giovani e ambiziosi come noi”.

Ripartire da Leclerc e Sainz

In tempi di quarantena, la Ferrari aveva già annunciato la coppia del futuro: Leclerc-Sainz. Due giovani di prospettiva ai quali si vuole fornire tutto il supporto tecnologico possibile per fare il massimo e per aprire un nuovo ciclo ristrutturando le fondamenta. Sainz, che arriverà in Ferrari dalla prossima stagione, non si è detto preoccupato per l’evidente declino della sua futura vettura. E non sembra esserci nemmeno un velo di preoccupazione nelle parole di Elkann:

Negli ultimi 10 anni abbiamo avuto fuoriclasse come Alonso e Vettel ma è più difficile ricostruire un ciclo e chiedere pazienza a chi ha già vinto rispetto a chi ha il futuro davanti a sé. E’ il momento di costruire le fondamenta per qualcosa di importante.

Il nuovo processo per crescere richiederà il contributo di tutti:

Leclerc e Sainz prenderanno casa a Maranello, staranno il più possibile vicino ai nostri ingegneri. La nuova macchina nascerà anche dal loro contributo.

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Il blocco degli sviluppi

Il blocco degli sviluppi per tutto il 2021, “Penalizza molto la Ferrari. Siamo realisti e coscienti delle debolezze strutturali della macchina con la quale conviviamo da un decennio e che il passaggio all’ibrido ha sottolineato. Noi abbiamo dato l’ok alle nuove regole che partiranno dal 2022, perché riteniamo giusto che ci sia maggiore competitività all’interno della F.1, e non vediamo la limitazione data dal budget cap come un vincolo alla nostra capacità di vincere, piuttosto la prendiamo come una sfida. I nostri manager, i nostri ingegneri e i nostri piloti troveranno dentro quei vincoli la forza e la creatività per riportare in alto la Ferrari. Personalmente non ho mai visto negli ultimi 10 anni uno spirito così coeso e così forte”.

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