Va in archivio il settimo atto del mondiale 2021 della MotoGP. A Barcellona ha trionfato per la prima volta in stagione Miguel Oliveira in MotoGP, in Moto3 ha vinto Garcia mentre nella classe di mezzo Gardner.
Sebbene ci siano state tre gare in pista, da ormai una settimana tiene banco nel motomondiale il tema della sicurezza. La morte di Jason Dupasquier è avvenuta solo pochi giorni fa, ma nonostante la scomparsa del giovane svizzero abbiamo visto nel weekend episodi che hanno fatto scattare l'allarme nella Safety Commission, sia per quanto riguarda la Moto3 che per la faccenda Quartararo-tuta. Analizziamo l'accaduto.

Moto3 ancora pericolosa

Gran Premio di Catalogna
Incredibile Quartararo: chiude la gara con la tuta aperta
06/06/2021 A 11:58

Garcia vince la gara di Moto3 in Catalogna

Credit Foto Getty Images

E' il tema dell'ultimo periodo: la classe leggera è ormai considerata all'unanimità troppo pericolosa. Il livello è alto, con moto dal potenziale molto simile. Nessuno, giustamente, ci sta a perdere e a lasciar strada all'avversario di turno, ne consegue che le gare sono tiratissime, con tantissimi riders sempre tutti molto vicini, giovani e con poca esperienza. Anche ieri abbiamo assistito a due incidenti che potevano avere epiloghi terrificanti: prima di tutto si è vista la moto di McPhee scivolare e tornare in pista, seminando il panico nel resto del gruppo, poi nel finale c'è stato il bruttissimo crash di Sasaki, Foggia, Artigas e Fenati, con il giapponese che ha avuto la peggio, ancora una volta investito da un collega. Fortunatamente Sasaki è cosciente, anche se in ospedale.
Ma se, per quanto riguarda gli incidenti di gara di questo tipo, al momento c'è ben poco da fare, per quanto riguarda la classe leggerà si può lavorare su altro. Prima di tutto sulle qualifiche: da anni tanti piloti chiedono la superpole, meccanismo con un rider alla volta che gira con strada libera, da solo. Con la superpole non ci sarebbero più teatrini di scie e attese, meline inutili e quant'altro. Inoltre si eviterebbero gli incidenti come quello avvenuto a Dupasquier, investito da un pilota che era dietro di lui per prendergli la scia. La Dorna non si è mai espressa sull'argomento, ma sicuramente sarebbe un modo per eliminare tanti problemi.
E poi c'è la vicenda "condotta irresponsabile". Nella gara di domenica tutti hanno accusato Jeremy Alcoba di aver guidato da totale incosciente nel rettilineo dell'ultimo giro. In pratica Alcoba, in quel momento in testa, ha volontariamente rallentato sul dritto, ricompattando il gruppo che si è ritrovato in una dozzina di riders tutti insieme a percorrere curva uno dell'ultimo giro. Ma non solo: durante la corsa si sono viste manovre spericolate e sportellate gratuite in ogni giro. La Direzione Gara non ha preso provvedimenti, ma ha convocato una riunione d'urgenza nel corso della gara della Moto2 insieme a tutti i piloti e ai rappresentanti dei team di Moto3. I riders sono stati fortemente accusati di aver avuto un atteggiamento irresponsabile e questo non è più tollerabile. Dalla prossima corsa saranno previste pene più severe e squalifica diretta in caso di comportamenti scorretti.

Il caso Quartararo-tuta

Incredibile Quartararo: chiude la gara con la tuta aperta (Twitter MOTOGP)

Credit Foto Twitter

Quello che è successo nella gara della MotoGP è totalmente diverso, ma ha comunque scatenato tante polemiche sempre in nome della sicurezza. Riavvolgiamo il nastro: a cinque giri dalla fine si è totalmente aperta la tuta di Fabio Quartararo in curva 1. Il francese ha tentato tra curva 2 e 3 di chiuderla, senza successo. Ma nel movimento ha perso anche proteggi costole, o forse lo ha lanciato via lui, rimanendo totalmente a petto nudo. Situazione assolutamente pericolosa, non per gli altri ma per lui stesso. Dopo la gara, oltre alla penalità per aver tagliato curva 1, si è preso altre tre secondi per aver violato l'articolo 2.4.5.2 del regolamento FIM che, in poche parole, dice che ogni rider deve avere un equipaggiamento sicuro e allacciato, cosa che non si è vista con Quartararo.
Al di là di quello che ha fatto il francese, che giustamente ha cercato di portare a casa la gara e punti importanti per il campionato, in tanti si sono lamentati del "silenzio" della Direzione Gara durante la corsa. In molti si aspettavano una bandiera nera della Safety Commission, che avrebbe dovuto fermare il francese.

Cosa succederà ora?

Poche storie, nell'ultimo ventennio la sicurezza nel motomondiale ha fatto passi da gigante. I circuiti sono estremamente sicuri, con ampie vie di fuga e squadre di soccorso estremamente competenti. Tute, caschi, guanti e stivali sono ultra protettivi. Ma è anche vero che si può sempre fare di più. In Moto3 ha sicuramente senso cambiare le qualifiche, per limitare al minimo il fatto che i riders siano tutti vicini, evitando il problema del pilota investito dalla moto. E poi si possono fare pene più certe e severe per condotte irresponsabili in gara.
Per la MotoGP il discorso è differente: in qualifica non ci sono i problemi della Moto3 e il sistema attuale con Q1 e Q2 funziona. In gara invece i riders sono certamente più esperti e le condotte certamente meno irresponsabili. Quello che è successo a Quartararo è un unicum incredibile, mai visto ad alti livelli e difficilmente si vedrà ancora. Però è anche vero che si è manifestata una situazione pericolosa per il pilota, ma la Direzione Gara non ha mosso un dito durante la corsa. Si sarebbe dovuto intervenire per l’incolumità del rider, perché i 3 secondi di penalità hanno influito sul risultato finale, ma non sulle sue condizioni di sicurezza. Con la tuta indossata così, una normale scivolata avrebbe potuto costare tanto al francese. Andare in moto in queste condizioni è pericoloso, non si fa e non si dovrebbe applaudire come gesto eroico, ma è pura follia. Bene hanno fatto i team e i piloti che hanno segnalato la situazione alla Direzione: seppur con secondi fini, hanno dato risalto a un problema di sicurezza. Speriamo in futuro di avere interventi più celeri, durante la corsa.
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