Oltre agli applausi, questa volta, c’è di più. La vittoria. La qualificazione. Il ritorno in semifinale 5 anni dopo l’ultima apparizione, in un torneo da sempre tabù. E’ missione compiuta per Rafael Nadal. Un anno esatto dopo l’ultimo successo su Tsitsipas, proprio in questo torneo, il maiorchino si ripete. E questa volta vale di più. In palio c’era infatti la qualificazione per entrambi. E Tsitsipas, in questo match, giocava anche con la possibilità di continuare a difendere il titolo conquistato lo scorso anno.

Non ha fatto sconti però Rafael Nadal, che esattamente come contro Dominic Thiem, ha confermato due cose ben precise: l’ottimo stato di forma fisica e le eccellenti percentuali al servizio. Per praticamente due set, infatti, il maiorchino, ha martellato senza pietà con questo fondamentale, giocando una delle sue migliori partite di sempre a livello indoor. Tsitsipas, che da par suo ha mostrato comunque un tennis eccellente, si è così trovato di fronte a una realtà delle cose piuttosto complicata da dover gestire: nonostante il buon livello complessivo mostrato il match continuava a offrire solo le briciole. E’ servito così un enorme lavoro mentale, al greco, per rimanere dentro questa battaglia, per attendere che Nadal allentasse in qualche modo la presa; che concedesse, insomma, una piccola sbavatura. E ha avuto ragione.

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La natura diabolica di questa disciplina ha infatti premiato Tsitsipas e la sua resilienza proprio nel decimo game del secondo set. Dopo un equilibrio costante, ma soprattutto dopo un Nadal in grado di lasciare un totale di 6 punti in 9 turni di servizio, il tennis ci ha mostrato tutta la sua crudeltà: 4 punti persi in battuta da Rafa nel decimo game, di cui l’ultimo con il primo – e il più beffardo – dei doppi falli.

Tsitsipas si è ritrovato così un set pari, ma premiato dei propri sforzi mentali ha commesso l’errore tanto più naturale quanto più costoso: allentare per qualche minuto la presa sulla partita. E voilà: break Nadal in apertura di terzo set, susseguito poi dall’ancor più letale nuovo break nel terzo game, ovvero dopo che Tsitsipas aveva trovato il modo di strappare la battuta a Rafa nel secondo gioco.

Una mazzata ingestibile anche per il greco, che da lì in poi ha comprensibilmente dovuto dir addio alle reali ambizioni su questa partita e di rompere la striscia di 70 – sì, settanta – match consecutivi vinti dal maiorchino dopo aver conquistato il primo set.

Nadal ha così centrato l’obiettivo minimo di questo torneo: qualificarsi a quelle semifinali a cui mancava ormai dall’edizione 2015. Un torneo maledetto e per sua natura meno incline al gioco di Rafa; ma mai come quest’anno, come già sottolineato in fase di presentazione settimana scorsa, nel taccuino del maiorchino, arrivato all’appuntamento più fresco che mai. L’ostacolo, sabato pomeriggio, sarà forse il più complicato possibile in questo momento: Daniil Medvedev. Il russo, con sete per altro di vendetta – l’anno scorso fu battuto da Rafa dopo non aver sfruttato match point – è apparso fin qui il tennista più solido e concreto di tutti. La sensazione è che potrebbe uscirne davvero una gran partita. A patto che Rafa prosegua, come da due match a questa parte, nella sua lussureggiante versione ‘big-server’. In ogni caso il consiglio è uno solo: non prendente impegni.

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