A cura di Daniele Fantini. Dopo la serie di partite con attacchi stentati in Eurolega, l'Olimpia ritrova fluidità in vista del doppio impegno settimanale contro le turche. La quota 100 sfiorata nella vittoria su Trieste deriva dalla ritrovata efficacia e precisione dall'arco (16/37, 43% da tre), dalla resurrezione offensiva di Devon Hall (al suo massimo stagionale con 18 punti) e dalla leadership sempre più viva di Naz Mitrou-Long. Il canadese, già scheggia impazzita nel ko di venerdì a Kaunas, ispira ancora una volta l'attacco biancorosso a suon di triple uscendo dalla panchina: ne scrive 23 con 5 assist e 7/12 dall'arco, season-high anche per lui.
A dispetto del largo scarto finale, Milano spacca la partita soltanto a cavallo dei due quarti conclusivi, esplodendo con 60 punti nella ripresa. La super-produzione, innescata a suon di triple, scaccia i fischi e mugugni che piovono dagli spalti del Forum in un secondo periodo di appassimento. L'Olimpia, frenata a soli 13 punti nel periodo, subisce il sorpasso degli ospiti, guidati da una serata straripante di Frank Bartley (season-high da 28 punti), e trema rivedendo gli stessi fantasmi apparsi nelle ultime serate di Coppa (38-42 all'intervallo lungo).
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La squadra di coach Legovich, precisa al tiro e capace di esprimere un basket rapido, fluido e corale, resta aggrappata alla partita fino alla metà abbondante del terzo periodo, quando emerge la differenza di qualità di organico, di lunghezza della panchina (45 punti delle seconde linee di Milano) e di fisicità vicino al ferro: l'Olimpia conquista una lunga serie di secondi possessi vincendo la battaglia a rimbalzo per 43-30, con ben 18 offensivi.
Complice la sconfitta di Tortona nella trasferta di Brescia, Milano resta al secondo posto in solitaria in graduatoria (6-1), mentre Trieste vede interrompersi la mini-striscia di due successi consecutivi e scivola al terzultimo posto con un record di 2-5.

EA7 Emporio Armani Milano-Pallacanestro Trieste 98-81

  • Milano: Davies 16, Alviti, Pangos 12, Melli 7, Hall 18; Miccoli 2, Baldasso, Voigtmann 7, Thomas 2, Mitrou-Long 23, Ricci 5, Biligha 6. All.: Messina.
  • Trieste: Gaines 12, Pacher 10, Davis 10, Spencer 2, Bartley 28; Bossi 5, Rolli, Deangeli 2, Vildera 9, Lever 3, Campogrande. All.: Legovich.
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A cura di Daniele Fantini. Una partenza-shock da 0-16 condanna Brindisi e lancia Pesaro verso la terza vittoria esterna in quattro gare. La VL trita la difesa della squadra di coach Vitucci con due quarti centrali da 66 punti equamente suddivisi e tocca il +30 all'ultimo mini-riposo, già nel mezzo di un lunghissimo garbage-time. Nonostante percentuali scarse dall'arco (7/25), Pesaro ha un'efficacia stellare al ferro: chiuderà con 28/40, mantenendosi però abbondantemente sopra l'80% per larghissimi tratti di gara.
Il trascinatore è Muhammad-Ali Abdur-Rahkman, autore di 23 punti (season-high) con 6 rimbalzi e 7 assist per 34 di valutazione. Molto solide anche le prove dei due centri: Leo Totè scrive il suo massimo in stagione con 17 punti e 6/6 dal campo in uscita dalla panchina, mentre Dejan Kravic, ottimo nel primo tempo, chiude con 16 e 8/10. Mentre la VL riporta il suo record in positivo (4-3) restando nel terzetto che si snoda tra il quinto e settimo posto assieme a Trento e Venezia, Brindisi (3-4) viene riassorbita da Brescia e Napoli al margine della zona playoff. Il migliore è Jason Burnell con 18 punti e 7 rimbalzi, ma la Happy Casa, oltre alla difesa porosa, paga anche 19 palle perse e una scarsa pericolosità vicino al ferro (soltanto 39.5% da due).

Happy Casa Brindisi-Carpegna Prosciutto Pesaro 74-102

  • Brindisi: Burnell 18, Reed, Bowman 11, Perkins 8, Etou; Basta, Mascolo 9, Mezzanotte 10, Riismaa 6, Bayehe, Dixson 10. N.e.: Bocevski. All.: Vitucci.
  • Pesaro: Kravic 16, Abdur-Rahkman 23, Moretti 13, Charalampopoulos 5, Cheatham 8; Visconti 5, Stazzonelli 2, Mazzola 3, Gudmundsson 10, Totè 17. All.: Repesa.
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A cura di Davide Fumagalli. Prosegue la sua corsa da imbattuta la Segafredo Virtus Bologna che vince 71-64 alla BLM Group Arena contro la Dolomiti Energia Trentino e resta capolista di Serie A dopo la settima giornata. La squadra di Sergio Scariolo, reduce dal netto successo casalingo in Eurolega contro Valencia per 89-59, ha sempre in pugno la partita, prende un margine in doppia cifra già nel secondo periodo (14-27) e va all'intervallo avanti 44-27.
La gara prosegue su questi ritmi per tutto il terzo quarto, poi nell'ultimo l'Aquila piazza un parziale e arriva fino a -6, spinta dai canestri di Crawford e Flaccadori. A quel punto la Segafredo risponde con un controbreak di 6-0, torna a +12 e sigilla il risultato con Belinelli e Mannion. Nelle file Virtus spiccano proprio Mannion, 15 punti, e Cordinier, 13, mentre alla Dolomiti Energia non bastano i 17 punti di Crawford, i 15 di Atkins e gli 8 di Flaccadori, mentre Spagnolo si ferma a 4 con un deludente 2 su 10 al tiro con 4 perse.

Dolomiti Energia Trentino-Virtus Segafredo Bologna 64–71

  • Trento: Conti 2, Spagnolo 4, Forray 2, Flaccadori 8, Udom 5, Dell’Anna ne, Crawford 17, Ladurner, Grazulis 9, Atkins 15, Calamita ne, Lockett 2. All. Molin.
  • Virtus Bologna: Cordinier 13, Mannion 14, Martini ne, Belinelli 10, Pajola 2, Bako 7, Ruzzier , Jaiteh 3, Hackett 9, Mickey 6, Camara, Weems 7. All. Scariolo.
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A cura di Marco Arcari. Nemmeno il cambio in panchina, con l'avvicendamento tra Alessandro Rossi e Attilio Caja, permette a Scafati di riemergere dalle sabbie mobili dell'ultimo posto in classifica. Certo, l'impegno sul parquet del PalaSerradimigni non era dei più facili, ma l'imbarcata subita - non inganni il punteggio finale, visto che la Dinamo ha smesso di giocare ben cinque minuti prima della sirena finale - è di quelle che dovranno portare a riflessioni profonde e cambi di rotta necessari. La formazione allenata da coach Piero Bucchi, quest'ultimo capace di eguagliare Gianfranco "Dado" Lombardi al 5° posto nella lista degli allenatori con più panchine nella storia della Serie A (727 oggi per Bucchi), domina fin dai primi possessi, trascinata dalle triple di Eimantas Bendzius (24 punti con 7/9 da tre), dalla verticalità di DeShaun Stephens (molto bene all'esordio in biancoblù) e dallo show di Jamal Jones nel 3° quarto (in cui segna 12 dei suoi 19 punti complessivi).
Scafati ha energie e orgoglio sufficienti per rientrare in partita a inizio ripresa (47-43), dopo essere scivolata a -17, ma il timeout di coach Bucchi risveglia il Banco di Sardegna e travolge, anzitutto nell'intensità, una Givova che ripiomba nel baratro (-18) nel volgere di tre giri di lancette. David Logan, uno dei grandi ex di turno, prova a trascinare i compagni, ma può soltanto sistemare il proprio tabellino e, dopo aver cominciato con 0/6 dal campo, arrivare a 24 punti (5/9 da tre) per prendersi gli applausi scroscianti di un pubblico che non lo dimenticherà mai. Vittoria che dà morale al gruppo Dinamo e che consente di ampliare le rotazioni col rientro, dopo tanti mesi, di Kaspar Treier: 10 punti in 14', con tanta presenza sul parquet del PalaSerradimigni. Una serata praticamente perfetta per Sassari, decisamente meno per Scafati, ora ultima in solitaria con soli 2 punti in classifica.

Banco di Sardegna Sassari - Givova Scafati 86-76

  • Sassari: Jones 19, Robinson 9, Nikolic 3, Kruslin 2, Gandini, Devecchi, Treier 10, Chessa 9, Stephens 3, Bendzius 24, Gentile 1, Diop 6. All. Bucchi.
  • Scafati: Stone 9, Lamb, Thompson 3, Caiazza, Pinkins 19, De Laurentiis, Rossato 10, Butjankovs 9, Monaldi 3, Tchintcharauli, Logan 23. All. Caja.
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