Abbiamo aspettato 17 anni, ma siamo tornati. Più forti e più belli che mai. L'Italbasket è ai quarti di finale, e, in attesa di conoscere posizionamento e avversaria dal sorteggio in programma domani, domenica 1° agosto, si gode una giornata di gioia travolgente, festeggiando un successo conquistato nel modo più convincente possibile: sudato, sofferto, ma collettivo e di squadra, fondato sulla difesa e sul carattere di tanti protagonisti pronti a salire di colpi nei momenti di difficoltà e bisogno.

"Siamo meravigliosi" la festa dell'Italbasket per i quarti

Che il quarto periodo fosse territorio azzurro era già stato chiaro nelle prime due partite, dal break vincente di 12-0 all'esordio contro la Germania, a quell'impresa sfiorata con l'Australia. E l'impresa, questa volta, arriva. Perché rifilare alla Nigeria un 24-8 in risposta alla fase più complessa della gara concedendo un solo punto in sette minuti (realizzato, peraltro, su fallo tecnico a palla non ancora in gioco) è la conferma che questa squadra ha una qualità e un potenziale molto, ma molto più alti di quelli immaginati alla vigilia. Anche senza i grandi veterani della generazione passata e, virtualmente, senza Danilo Gallinari, frenato più da una vistosa fasciatura al ginocchio che dai prematuri problemi di falli che lo limitano a poco più di 8 minuti di gioco.
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Nonostante le due sconfitte iniziali e le spalle al muro, la Nigeria è un avversario difficile. Fisico, atletico, tosto, con tanti giocatori di esperienza NBA, anche se come elementi di rotazione. A livello tattico, la partita è di interpretazione complessa. Perché la Nigeria alterna momenti di pallacanestro stentata in attacco e distrazioni fatali in difesa, ad altri di energia travolgente su entrambe le metà del campo. Così, l'Italia può sognare volando subito su un grasso +17 (27-10), generato dalla capacità di attaccare le amnesie difensive avversarie e ostacolare, con un Nik Melli sontuoso in vernice, le avventure dal palleggio degli esterni nigeriani. Ma, allo stesso tempo, si vede rimontata e sorpassata a cavallo dei due periodi centrali (56-63 all'ultimo riposo), quando la nazionale africana riesce a esprimere atletismo e fisicità in difesa, schermando l'area anche grazie alle percentuali azzurre deficitarie dall'arco (8/31 alla fine, 26%), e a scatenarsi in attacco con gli istinti di Chimezie Metu (22 punti con 6/7 da tre), Jordan Nwora (20) e i movimenti di altissima scuola di post-basso di Jahlil Okafor (14 con 7/8 da due e 8 rimbalzi).
Quando la partita sembra cambiare spartito, incanalandosi sui binari nigeriani, ecco arrivare la grande risposta azzurra. Parte tutto dalla difesa, con il lavoro di Pajola e Vitali sul pallone (ormai coppia di specialisti super-affidabili e affiatati) e la sapienza tattica di Polonara e Melli, favolosi nel pattugliare il pitturato. Ed è lo stesso Nik Melli che, reduce da un triste 0 nella sconfitta contro l'Australia, suona la carica in attacco, lavorando con maestria in post (15 punti, top-scorer azzurro). Alla giornata meno brillante del solito di Simone Fontecchio (si fa per dire, perché i 12 punti sembrano quasi stonare con i ventelli cui ci ha abituato finora...) rispondono le altre due nostre grandi bocche da fuoco: Achille Polonara (13 punti) e Nico Mannion (14). Due triple ben costruite accarezzano la retina nei momenti decisivi. Aki spara il +6 a 3' dalla fine rintuzzando un break pazzesco di 16-1, Nico infila quella della staffa, a una trentina di secondi dalla sirena, con freddezza glaciale. Come se i tanti ferri fatti risuonare di squadra fino a quel momento fossero soltanto un accessorio. Nel mezzo, altre magie di Melli sotto entrambi i canestri, e il lavoro straordinario di Alessandro Pajola, scelto come point-guard di riferimento in una giornata in cui l'energia è fattore determinante.
Ora ci gustiamo il momento, in attesa di conoscere il nostro avversario dalla fantasia dell'urna di domani. Consci del fatto che questa Italia, adesso, può spaventare davvero chinque.

Italia ai quarti dopo 17 anni: la vittoria sulla Nigeria in 250"

Italia-Nigeria 80-71

  • Italia: Pajola 4, Tonut 10, Fontecchio 12, Polonara 13, Melli 15; Gallinari 3, Mannion 14, Moraschini, Ricci 6, Tessitori 3, Vitali. N.e.: Spissu. All.: Sacchetti.
  • Nigeria: Oni 3, Nwora 20, Vincent 3, Okpala 2, Achiuwa 5; Agada, Emegano, Metu 22, Nwamu, Okafor 14, Okogie 2. N.e.. Udoh. All.: Brown.

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