Prima la Stella Rossa per il ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League, poi la Roma in campionato in una sfida che mette in palio punti pesantissimi. Atteso da giorni di fuoco, il Milan si presenta al doppio appuntamento come un pugile suonato. Dai primi dubbi sul modulo alla condizione fisica non al top di diversi giocatori chiave fino ad arrivare al possibile contraccolpo psicologico del ko nel derby, vediamo quali sono i nodi da sciogliere per il Diavolo alla vigilia di due esami molto importanti.

La prima, vera crisi della stagione

Per la prima volta in stagione, il Milan ha perso 2 partite di fila in campionato (contro Spezia e Inter) incassando 5 gol senza segnarne nemmeno uno. Se quello allo stadio Picco contro la formazione ligure allenata da Vincenzo Italiano poteva essere catalogato come un incidente di percorso, lo 0-3 incassato nel derby ha messo a nudo la fragilità dei rossoneri, che a parte una sfuriata nei primissimi minuti della ripresa è stato in balia di Lukaku e compagni. Il Milan vive quindi una situazione psicologica del tutto nuova: deve reagire a due schiaffi che hanno fatto male e l'hanno messo all'angolo come mai era successo finora. A Pioli il compito di tenere dritto il timone.
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I primi dubbi sul modulo

Dopo il derby, a precisa domanda su un possibile cambio di modulo, Pioli ha lasciato intendere di non voler escludere questa eventualità. Pur riconoscendo che tra le qualità di un allenatore moderno deve esserci anche quella di capire i momenti e trovare adeguate contromisure, mettere al bando improvvisamente il 4-2-3-1 a causa di due sconfitte non sembra la scelta più logica. In fondo stiamo parlando dello stesso modulo che consentiva al Milan, prima del blackout, di andare in gol e creare occasioni con impressionante regolarità. Qualche accorgimento potrebbe essere utile (ad esempio fare in modo che Ibrahimovic risulti meno isolato là davanti), ma stravolgere l'impianto tattico a metà stagione pare davvero un azzardo.

Pioli: "Cambio modulo? Vedremo. Ibra ha avuto un crampo"

Il rischio di uno shock emotivo

Squadra giovanissima e partita con ambizioni che nulla avevano a che fare con la lotta Scudetto, il Milan finora è stato bravissimo a stravolgere pronostici e griglie di inizio stagione rendendosi protagonista di una cavalcata inattesa: non va dimenticato che i rossoneri hanno conquistato il titolo di campioni d'inverno, platonico quanto si vuole ma certamente indicativo. Ridimensionarsi (o meglio, ritrovare la giusta dimensione) potrebbe essere mal digerito da una squadra che ha sempre fatto della convinzione e della fiducia nei propri mezzi i tratti distintivi. Già due anni fa, sotto la gestione Gattuso e su stessa ammissione dell'allora tecnico milanista, la sconfitta nel derby di ritorno aveva fatto da spartiacque (in negativo) alla stagione: adesso, con un Ibrahimovic in più nel motore e nello spogliatoio, a casa Milan si augurano che il pericolo sia scongiurato.

Hakan Calhanoglu

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Pioli e la necessità di fare scelte (anche pesanti)

Spezia e Inter hanno evidenziato anche problematiche di natura atletica. Diversi uomini chiave del Milan, da Kjaer a Calhanoglu, da Kessié a Romagnoli, da Rebic a Saelemaekers, non stanno attraversando il loro miglior momento e sono - per varie ragioni - in evidente debito d'ossigeno. Dovrà essere bravo Pioli a fare le scelte migliori per mettere in campo la formazione in grado di offrire garanzie in ogni reparto. Dopo avere applaudito la dirigenza per i colpi messi a segno nel mercato di riparazione, il tecnico dovrà ora essere abile a sfruttare nel migliore dei modi la profondità della rosa. Nella speranza che l'infermeria si svuoti al più presto.

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