"Davide Astori insieme a mio padre, che ho perso l'anno scorso, sono due miei angeli custodi in più. Penso che in tutti questi bei risultati ci siano dentro anche loro". È questo uno dei passaggi più significativi della lunga intervista a Sky Sport attraverso la quale Stefano Pioli ripercorre l'incredibile cavalcata nel 2020 del suo Milan, una squadra letteralmente trasformata nel post lockdown e che ha chiuso l'anno al comando della classifica con un punto di vantaggio sull'Inter: "Se il Milan fosse una donna? Sarebbe mia moglie - risponde Pioli -. È l'amore della mia vita...".

La citazione musicale

"A me piace molto la musica, è uscita una canzone in questo periodo dei Negramaro, si chiama Contatto. C'è una frase che dice 'La vita che volevo è tutta qui. gli amici che sognavo, proprio così'. Questo racchiude un po' il mio momento".
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Sul ritorno di Ibrahimovic

"Era iniziata molto prima della partita con l'Atalanta (lo 0-5 del 22 dicembre 2019, ndr). Il suo ok è arrivato nei giorni successivi a quella sconfitta ma a me Maldini, Boban, Massara e Gazidis mi avevano parlato di questa opzione molto prima. Ero molto, molto positivo, ovviamente. Sapevo che avevamo bisogno di questa personalità, di questa forza, di questo carisma. E quindi siamo stati pronti. Ho sempre pensato che Ibra fosse il giocatore giusto e adatto al nostro gruppo, al nostro modo di lavorare, al nostro modo di giocare e soprattutto alla nostra mentalità e nel cercare di dare una cultura del lavoro a questa squadra. Non ho mai avuto dubbi su di lui".

Il primo incontro con Ibra

"Poche parole, ma lì ho capito che avevo davanti anche una persona molto intelligente, molto simpatica e che quando entra in campo, diventa un'iradiddio. Ha sempre la battuta giusta, sa sempre motivare i compagni nel modo giusto. Poi chiaro che in campo li sproni con veemenza, ma sa anche parlare con i toni giusti".
Ibrahimovic sa capire i momenti, mi piace la sua schiettezza e il suo modo di essere diretto [Stefano Pioli @Sky Sport]

Lo 0-5 di un anno fa con l'Atalanta

"Pesante e difficile da accettare per una squadra e un club come il Milan. Quella è stata una lezione molto dura, che ci ha fatto capire diverse cose e anche il modo di giocare e di interpretare le partite. A livello mentale quel 5-0 ci è rimasto dentro anche durante le feste natalizie. Ma ci siamo detti che non dovevamo più vivere certi tipi di situazioni, che le partite si possono anche perdere, ma che andavano giocate con più intensità e qualità. Da lì siamo ripartiti".

Sul derby perso 4-2 in rimonta

"Quel match ci ha aiutato a crescere molto. Una delusione forte, dalla quale abbiamo portato a casa degli aspetti positivi che ci ha portato a capire ulteriormente quello che era il sentiero da perseguire".

Il confronto con le altre big

"Ci sentivamo sempre inferiori, nel senso che ci abbiamo provato, giocando delle buone partite come quelle a Torino con la Juve, in casa con il Napoli e la Lazio, il derby. Ma ci mancava sempre quel poco che in queste partite fanno la differenza. Quando siamo riusciti a prenderci quel poco, la convinzione della squadra è salita".

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