Una indirizzata verso un inesorabile declino o anche alla fine di un ciclo ed un’altra lontano dai riflettori, con l’incognita del nuovo allenatore. Così, rispettivamente, Atalanta ed Udinese si presentavano ai nastri di partenza di questa Serie A. Bene, sono bastate 7 giornate per far cambiare a tutti, e radicalmente, il giudizio su queste due formazioni che navigano con il vento in poppa tra le zone nobili della classifica. I bergamaschi sono primi a pari merito con il Napoli, ancora imbattuti proprio come i partenopei. I friulani, invece, sono terzi in solitaria ad un solo punto di distanza dal vertice per via della sconfitta contro il Milan alla prima giornata. Ed hanno messo al tappeto l’Inter, inanellando la quinta vittoria consecutiva.
Come si spiegano i risultati di queste due squadre? Hanno singoli che stanno rendendo al massimo, hanno grande fisicità ma, soprattutto, tutto nasce dall’operato dei due tecnici. Gasperini e Sottil sono gli artefici dell’avvio strabiliante dei loro uomini. Ed hanno qualcosa in comune. Entrambi hanno rinunciato a qualche principio di gioco a cui erano stati sempre fedeli per adattarsi alle caratteristiche delle loro rose, ed alle situazioni che hanno dovuto affrontare in questo avvio (infortuni, stato di forma dei giocatori, stile di gioco di un certo avversario, ecc.). Il Gasp ha barattato l’elevata produzione offensiva che aveva caratterizzato la Dea negli scorsi anni per una maggiore compattezza grazie alla quale vanta ora la miglior difesa (solo 3 gol subiti). Sottil, invece, non ha quasi mai schierato in vita sua la difesa a 3 (una decina di volte in tutto tra Siracusa, Cuneo, Catania e Pescara), il suo modulo preferito è infatti il 4-3-1-2. Eppure, è arrivato a Udine e ha deciso di mantenere l’ossatura data da Cioffi, ossia il 3-5-2, che aveva dato buone risposte la passata stagione. Finora, hanno avuto ragione.
Serie A
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18/09/2022 ALLE 18:26

DEA, IL RIMPASTO FUNZIONA

Come anticipato, l’Atalanta ha la miglior difesa del campionato con 3 gol subiti, dopo averci abituato per anni ad avere il miglior attacco o uno dei più prolifici. E’ un cambio di regime sostanziale con il quale Gasperini ha richiesto alla sua formazione di essere più corta ed aggressiva, e pure più cinica. Tuttavia, il tecnico, che è certamente contento del rendimento dei suoi in queste prime giornate, non è convinto che questa nuova impostazione sia definitiva. Dopo il successo all’Olimpico contro la Roma, ha infatti dichiarato: “Per ambire a posizioni importanti, dovremo tornare ad essere più offensivi. Per ora, però, va bene vincere anche per le parate del portiere”. Aspettiamoci allora delle altre mutazioni genetiche di questa Atalanta, che lui stesso ha definito “una squadra dalle tante facce”.
Intanto però, giudichiamo la faccia che si è vista sinora. La Dea è in testa ed è ancora imbattuta pur avendo affrontato già Milan e Roma. Quest’estate era impensabile che guidasse la classifica. In molti avevano cominciato a parlare di fine di un ciclo. L’Atalanta non si era qualificata per l’Europa per la prima volta dopo 5 anni. Il mercato delle ultime stagioni aveva portato poi numerosi giocatori non funzionali (Boga, Lammers, Pezzella, Miranchuk, Mojica, Piccini, Skrtel, Kjaer, ecc.). Freuler, Pessina e Ilicic avevano salutato. Malinovskyi aveva un piede fuori da Bergamo. Numerosi segnali negativi quindi, che portavano alla scomparsa degli orobici dal novero delle squadre forti della Serie A. Ed invece, eccoli lassù. Il “rimpasto”, così Gasperini ha definito il ricambio generazionale, sta funzionando.
Il successo nell’ultima giornata è stato ottenuto da grande squadra, con le unghie e con i denti e anche con 7 gialli (contro gli 0 della formazione di Mou). Il conto degli Expected Goals recitava 3.28 per la Roma e 0.14 per l’Atalanta, eppure 0-1 grazie al gol di Scalvini che da braccetto si è spinto in avanti ed ha tirato dal limite dell’area sull’appoggio di Hojlund. Gli orobici hanno così “recuperato” i punti persi contro la Cremonese per l’errore di Musso e hanno dimostrato di non aver perso la retta via. Il portiere argentino è stato comunque tra i protagonisti in queste settimane, con le parate contro Monza e Milan ad esempio. Poi è uscito per infortunio contro i giallorossi, e Sportiello l’ha sostituito alla grande con i salvataggi su Ibanez e Abraham.
Chi sembra rinato è Toloi, sempre impeccabile e presente in entrambi i fronti. Non è una vera sorpresa ma la scorsa stagione ha sofferto spesso per problemi fisici. Demiral al centro lo sta supportando molto bene, anche il turco ha giganteggiato in alcune partite. Il terzo difensore varia, Djimsiti si è infortunato nel contrasto con Origi. Ci sono quindi Okoli e Scalvini che si alternano. Entrambi affidabili, Okoli ha commesso qualche errore qua e là ma sta crescendo bene. Gli esterni non sono più dei treni come una volta, e ancora il Gasp sta registrando alcune cose. Hateboer il più presente ed in crescita, Soppy sa essere determinante, Maehle ancora non dà le risposte sperate, mentre Zappacosta è alle prese con un infortunio.
La ragione dei successi è però la mediana. De Roon e Koopmeiners sono molto bravi, sono loro a fare filtro e ad aiutare in fase difensiva. Il numero 7 è poi il leader tecnico, quest’anno stabilmente nei due di centrocampo. 1.9 tiri a partita, tra i più pericolosi della rosa. Ha già deciso le sfide contro Torino e Verona con 4 reti, più di tutta la trequarti messa insieme, e anche dell’attacco. La trequarti è il reparto dove gli uomini variano di più, a seconda delle caratteristiche dell’avversario: Ederson, Pasalic, Malinovskyi, Lookman. Quest’ultimo è più offensivo, gli altri sono “centrocampisti aggiunti”. L’ucraino ha segnato al Milan e poi è un po’ scomparso. Non stanno brillando nemmeno i compagni, salvo qualche guizzo.

Koopmeiners a contrasto con Ibanez, Roma-Atalanta

Credit Foto Getty Images

L’attacco, infine, ha sofferto dell’assenza di Duvan Zapata, uscito per infortunio contro il Torino. Nelle ultime tre gare è stato fuori, prima invece si era caricato la fase offensiva sulle spalle. Il Gasp ha dovuto pure fare i conti con la brutta condizione fisica di Muriel, lontano dalla forma migliore. Ha trovato così in Hojlund, acquistato a 17 milioni dallo Sturm Graz, un diamante nemmeno troppo grezzo. 1 gol e 1 assist per il danese in 4 presenze, il ragazzo si farà ma è già pronto.
A chi ha chiesto in che modo sia rinata l’Atalanta, il Gasp ha risposto: “Ho visto del rosico nei giocatori all’inizio del ritiro estivo: è la nostra benzina”. La Dea ha una fame nuova, ha voglia di vendetta, ed è tornata a splendere. Ora è un brutto cliente per tutte.

SOTTIL O CIOFFI 2.0? UDINESE SPETTACOLARE E DOMINANTE

Estate 2022, l’Udinese cambia allenatore, Gabriele Cioffi non rinnova e così la famiglia Pozzo sceglie Andrea Sottil, reduce da un sesto posto in Serie B con l’Ascoli, con annessa partecipazione ai playoff. Un allenatore emergente, che ha accumulato esperienza tra Siracusa, Catania, Pescara, Livorno, Cuneo e che ha plasmato le sue formazioni sul 4-3-1-2. Ci si immagina dunque una rivoluzione in Friuli, dove il tecnico uscente aveva invece abituato i giocatori a giocare secondo il 3-5-2. Ma questo non accade. Sottil, riconoscente del buon lavoro fatto da Cioffi (con lui l’Udinese ha chiuso al 12° posto), mantiene il 3-5-2, più adatto alle caratteristiche dei giocatori in rosa. Rinuncia a se stesso quindi, per valorizzare i suoi uomini. E’ una scelta vincente al momento. La media punti dopo 7 giornate è 2,38 (record nella sua carriera). I bianconeri sono terzi con 16 punti ed hanno battuto in casa la Fiorentina, la Roma (4-0) e l’Inter (3-1). Contro i nerazzurri è arrivato il quinto successo consecutivo. Numeri che ad Udine non si vedevano dai tempi di Massimo Oddo, stagione 2017/18: 5 vittorie tra la 15^ e la 19^ giornata. Poi quella volta ci fu un tracollo con 11 sconfitte di fila e l’esonero. Sarà un’altra illusione? Io credo di no, questa Udinese è forte. Sottil lo ha confessato: “Ho ragazzi veramente forti, con un motore incredibile”. Ciò che ha stupito maggiormente dei friulani è l'atletismo. Una squadra molto fisica, in tutti i reparti, che pressa, corre e lotta per tutta la durata della partita, come dimostrato anche contro l’Inter. 9 gol su 15 sono arrivati nei secondi tempi. E’ una formazione che, dunque, resta sempre dentro la gara. Come lo dimostra anche il dato delle rimonte da situazioni di svantaggio: 3 volte su 4 ci sono riusciti (contro Monza, Sassuolo e Inter). E’ un fatto anche mentale. “Voglio un martellamento costante, soprattutto mentale”, ha detto Sottil. I suoi uomini, in questo avvio, non si sono mai spenti.
Meritano una menzione anche i singoli, tutti hanno messo un mattoncino nei 16 punti sinora raccolti. Silvestri è reattivo, su Bastoni ha fatto una grande parata. Ha subito solo 7 gol, meno di Maignan e Handanovic. Grazie anche alla difesa capitanata da Becao, finora il migliore insieme a Perez e Bijol, che un po’ alla volta si sta conquistando il posto da titolare (è tra i top per duelli aerei vinti in Serie A). Nuytinck affidabile quando chiamato in causa, Ebosse invece ha pasticciato contro il Sassuolo.
Il centrocampo è veramente tosto. Walace, Makengo e Lovric recuperano tanti palloni. L’ultimo è anche molto tecnico, ha un’ottima visione di gioco, ha segnato contro la Roma, ci ha provato anche contro l’Inter, dove invece ci è riuscito Arslan, premiato il suo inserimento. Ogni tanto trova spazio anche Samardzic, che per qualità è secondo solo a Deulofeu. Già due gol e un talento che sta sbocciando e potrebbe vivere la stagione della consacrazione. Gli esterni sono quasi da big. Udogie è una furia, può ancora crescere, soprattutto in fase difensiva, ha già ricevuto 4 gialli in 6 presenze. Pereyra, invece, adattato largo a destra è la sorpresa fin qui e tutto fa pensare che non tornerà più al centro. E’ uno dei leader, quando ha la palla può sempre nascere qualcosa. Addirittura ha segnato da sinistra, contro la Roma.

Roberto Pereyra, Maleh, Udinese-Fiorentina, Getty Images

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Beto è entrato in forma, si è ripreso l’attacco a suon di reti (già 4) e forma una coppia collaudata con Deulofeu. Quest’ultimo ha la 10 non a caso, è senza dubbio il giocatore più intelligente che ha Sottil a disposizione, nei movimenti e nelle scelte è diventato uno dei migliori della Serie A. Non ha ancora trovato il gol, contro l’Inter il suo tiro si è stampato sul palo (3° legno della stagione per lo spagnolo). Magari si sbloccherà proprio contro il Verona dell’ex tecnico Cioffi, con il quale ha brillato. Ma non è così importante il conteggio dei gol. Tutto il lavoro che fa in fase offensiva è essenziale per l’Udinese. Protagonista contro Fiorentina, Roma e Inter, ha servito un assist anche contro il Milan. 5 assist, 3.4 key passes a partita, 24 in tutto. Nessuno meglio di lui. E’ un giocatore maturato e diventato imprescindibile per questa squadra e per il nostro campionato.

TOP5 PASSAGGI CHIAVE SERIE A

GIOCATORESQUADRANUM. PASSAGGI CHIAVE
1) DEULOFEUUDINESE24
2) BIRAGHIFIORENTINA21
2) PELLEGRINIROMA21
2) ZIELINSKINAPOLI21
5) BENNACERMILAN20
Per ribadire, però, quanto sia utile tutto l’organico per Sottil, c’è un dato interessante. I friulani hanno mandato in gol 9 giocatori diversi. Come il Napoli. E meglio di Inter (8), Milan e Atalanta (7), Lazio (6). E’ una squadra che regala spettacolo, che fa divertire, che domina per ampi tratti le partite, che non si dà mai per vinta, e che il tecnico sta educando anche ad adattarsi in corsa. Oggi, è uno dei motivi per cui non vedo l’ora che riprenda il campionato.

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