Chissà se venerdì Luis Suarez, prima di segnare una doppietta con la maglia dell'Atletico Madrid, davanti al procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, abbia pensato a quella mattina con la "cocummella". Quando cioè il suo esame d'italiano propedeutico alla cittadinanza raggiunse l'apice del grottesco. Comincia così l'articolo di Repubblica a firma Giuliano Foschini e Fabio Tonacci: "Il bambino porta cocummella, mangiare", rispondeva il centravanti uruguaiano a una delle domande che aveva precedentemente concordato con la commissione. "Cocummella? Cocomeri! Ahahahah", ridevano gli insegnanti, promuovendolo comunque a pieni voti. Ma non prima, però, di avergli fatto firmare autografi per i figli dei colleghi e aver scattato foto di rito come pubblicità per l'ateneo.

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"È vero, mi avevano inviato prima delle domande che potevano essere quelle della prova", ha spiegato il calciatore, in videoconferenza dalla Spagna, al procuratore Cantone che indaga su quell'esame. Un'ammissione però inevitabile. Per almeno due circostanze: Suarez ha dovuto sostenere l'interrogatorio alla presenza di un interprete, perché non conosceva l'italiano. Questo sarebbe bastato per certificare la sua (non) conoscenza dell'italiano. La seconda: l'intero esame sostenuto da Suarez è stato registrato dagli investigatori della Guardia di Finanza. Basta ascoltarlo qualche secondo per capire che si è trattato soltanto di una farsa: "Io sono calciatore professionista. A 15 anni cominciare a giocare a calcio" dice agli esaminatori. I verbi sono coniugati sempre e soltanto all'infinito, nonostante avesse avuto le domande già pronte nei giorni precedenti: "Mia famiglia molto numerosa. Cinquo ermano... eh cinquo fratelli".
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Non va meglio quando c'è la simulazione di una chiacchierata. Suarez deve parlare di una gita con la famiglia fuori porta. "Sono preoccupato porché non ho molto tempo da stare in famiglia, giocare alla playstation". "Fai una gita fuori porta" gli dice, come da copione, il professore. "Ora parlare con mia moglie e chiedere". Che Suarez fosse un "A1", livello minimo di base della conoscenza della lingua, e non un "B1" livello intermedio, d'altronde lo ammettono gli stessi esaminatori mentre sono intercettati dai militari della Finanza: "Non spiccica una parola, ma non gli puoi fare saltare 10 milioni di stipendio perché non ha il B1". I motivi per cui il calciatore viene comunque promosso sono, secondo gli investigatori, sostanzialmente due: la pubblicità che l'ateneo avrebbe avuto dall'operazione. E le pressioni ricevute.

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"Caro Maurizio" scrive la rettrice dell'Università per gli Stranieri, Giuliana Grego, dimessasi nei giorni scorsi dopo essere stata sospesa dalla Procura, al collega rettore dell'Università degli studi di Perugia, Maurizio Oliviero, "grazie per Suarez! Non avrei mai immaginato cosa e quali interessi potesse muovere il calcio. E comunque è buona pubblicità per tutti, per Perugia e per l'Umbria". Che interessi ha mosso Suarez? È la domanda che si fanno i finanzieri guidati dal maggiore Enrico Fiorenza che nelle 158 pagine di informativa depositate agli atti, ricostruiscono i contatti ("su cui sono in corso approfondimenti" scrivono) avuti tra la Juventus e il ministero degli Interni: la società si era infatti informata sui tempi necessari per il rilascio della documentazione. E segnalano come, improvvisamente, la Juve abbia bloccato l'interesse sul giocatore. E sulle procedure per il suo esame. La Procura non esclude una fuga di notizie. "Tra il 28 e il 29 agosto avevo firmato un preliminare", ha raccontato sabato Suarez nella deposizione.
Poi intorno al 15 settembre il direttore Fabio Paratici, indagato per falsa testimonianza, comunicò al manager di Suarez che l'affare sfumava. "Motivi unicamente sportivi, legati al calciomercato" ha però sempre detto il club. "Mi ha detto - racconta il professore di Suarez a un amico - che Paratici gli ha detto che per la cittadinanza ci vuole un mese. Che la Juve si accorga oggi mi sembra poco credibile... Gli ha proposto di aspettare sei mesi senza Champions e poi di rientrare a gennaio. Lui però vuole giocare, anche perché ha 33 anni. E mi ha detto che forse cerca un'altra squadra. Però la mia sensazione è che la Juventus sta quagliando Dzeko". Il professore sbagliava di poco: Suarez ha trovato un'altra squadra. La Juventus prendeva Morata.

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