Sembrava tutto apparecchiato per una storica doppietta iridata nella rana per Nicolò Martinenghi. Divenuto il primo italiano a vincere un oro in questa specialità ai Mondiali (campione del mondo sui 100 m), il 22enne di Varese partiva da principale favorito sulla carta nella vasca singola, forte di una partenza esplosiva, solito a battere tutti sul tempo di reazione. Insomma, il più difficile era già raggiunto e sui 50 metri tutti gli altri pretendenti partivano secondi a lui. Ma al tocco di piastra finale, "Tete" conquista sì un preziosissimo argento, eppure quanto bruciano quei tre centesimi di ritardo che gli impediscono di risalire sul gradino più alto, concedendo l'oro allo statunitense Nic Fink. Stavolta il blocco numero quattro ha tradito l'azzurro: start non eccellente in cui non ha potuto fare la differenza nell'immediato, a metà gara ha avuto la forza fisica e mentale di recuperare lo svantaggio sui diretti rivali statunitensi, mettendo pure la testa davanti, ma è stato beffato nelle bracciate conclusive.

Perché l'argento è un oro mancato

Mondiali
Fantastico Dario Verani: oro da urlo nella 25 km
30/06/2022 A 10:14
Evitiamo subito malintesi: qui non si sta criticando l'atleta. L'argento di Martinenghi è un risultato di grande prestigio, non scontato - specie in una gara come questa, in cui i minimi dettagli fanno la differenza, possono valere il titolo di campione del mondo o anche l'intero podio - e che con ogni probabilità dodici mesi fa nessuno avrebbe messo in programma. Ottenuto da un atleta classe 1999, dunque non ha ancora raggiunto l'apice della carriera, sicuramente va festeggiato e non mina sul giudizio di un campione che ha dimostrato di possedere ulteriori margini di miglioramento. Uscirà da questa rassegna come uno dei principali protagonisti e uno dei nuotatori più forti del momento, non solo tra gli italiani. D'altro canto però rimane un piccolo rammarico: l'assenza dal Mondiale di Budapest dell'indiscutibile re della rana Adam Peaty (fermo per un infortunio al piede) equivaleva alla prima grande occasione di scendere in acqua puntando alla concreta possibilità del doppio titolo. E chissà quando ricapita, perché se da una parte il fenomeno britannico ha ancora diverse stagioni davanti e il suo dominio appare impossibile da scalfire, persino dalla miglior versione dell'attuale campione del mondo italiano, dall'altro lato chi è nato dopo non attende a scalpitare, basti guardare in casa al 18enne Simone Cerasuolo, che nella stessa finale dei 50 rana ha sfiorato di un centesimo il primato mondiale juniores appartenente proprio al connazionale Martinenghi.
Questa medaglia ha due sapori: dolce per il podio, amaro perché ho sbagliato la partenza e ho lasciato i centesimi che probabilmente mi avrebbero consentito di vincere

Il podio dei 50 m rana maschili ai Mondiali 2022

Credit Foto Getty Images

Che questo argento non possa soddisfare al massimo lo afferma in prima persona l'atleta nel dopo gara: "Questa medaglia ha due sapori: dolce per il podio, amaro perché ho sbagliato la partenza e ho lasciato i centesimi che probabilmente mi avrebbero consentito di vincere. Sono comunque contento per essermi avvicinato al personale e per la medaglia per cui avrei firmato cento volte alla vigilia del mondiale. Però adesso ho assaporato l’oro e non intendo più accontentarmi".
Non c'è nulla di male nel voler ambire alla perfezione e rimanere deluso per averla percepita prima di scivolargli di mano. Dalle dichiarazioni si capisce che Martinenghi sia maggiormente consapevole di aver perso l'oro, piuttosto che conquistato un argento. Ne ha ben donde, considerato il primato personale sfiorato di 9 centesimi, che per lo stato di forma del momento li vale tutti e sarebbero stati sufficienti per vincere la prova incriminata. Immaginarsi quanto possa ferire privarsene sul più bello per un battito di ciglia, determinato dall'aver espresso al 90-95% anziché al 100% il suo punto di forza in piscina.

Un palmares destinato ad arricchirsi

Tutto ciò va rianalizzato sotto un aspetto che viene a favore del ranista varesino, l'anagrafe. Martinenghi può trarre tantissimo da questa esperienza: è salito sul tetto del mondo a 22 anni, oltre a poter vantare già una medaglia individuale alle Olimpiadi, ai Mondiali in vasca corta e agli Europei. Ma a differenza di tanti altri "predestinati", pochi istanti dopo l'appagamento "Tete" ha provato nuovamente fame di vittoria, riconoscendo di aver sbagliato e di sapere cosa limare per raggiungere lo stato di eccellenza. Un sentimento che, allo stato attuale della rana maschile, si può riempire soltanto con un lavoro sopraffino, quello che permette di trasformare un campione in Campione, con la "C" maiuscola e senza l'articolo indeterminativo. Passa tutto da qui, da un argento che sa di delusione.

I successi di Martinenghi

Mondiali, Budapest 2022Oro - 100 m rana
Mondiali, Budapest 2022Argento - 50 m rana
Mondiali in vasca corta, Abu Dhabi 2021Oro - 4x100m misti
Mondiali in vasca corta, Abu Dhabi 2021Argento - 50m rana
Mondiali in vasca corta, Abu Dhabi 2021Argento - 100m rana
Mondiali in vasca corta, Abu Dhabi 2021Bronzo - 4x50m misti
Mondiali in vasca corta, Abu Dhabi 2021Bronzo - 4x50m misti mista
Europei in vasca corta, Kazan 2021Oro - 100m rana
Europei in vasca corta, Kazan 2021Oro - 4x50m misti
Europei in vasca corta, Kazan 2021Argento - 4x50m misti mista
Europei in vasca corta, Kazan 2021Bronzo - 50m rana
Giochi Olimpici, Tokyo 2020 Bronzo - 100m rana
Giochi Olimpici, Tokyo 2020 Bronzo - 4x100m misti
Europei, Budapest 2020 Bronzo - 50m rana
Europei, Budapest 2020 Bronzo - 4x100m misti
Europei, Budapest 2020 Bronzo - 4x100m misti mista

NICOLÒ MARTINENGHI, SEI GRANDE! IL FILM DEL SUO BRONZO

Mondiali
Paltrinieri: "Vado avanti perché mi diverte vincere"
30/06/2022 A 09:00
Mondiali
12 medaglie ai Mondiali: Paltrinieri supera anche Federica Pellegrini
29/06/2022 A 13:29