"Siamo una Nazionale fortissima. Siamo uniti, vinciamo, sembra venire tutto facile". Con queste parole, recitate con tutta la leggerezza dei suoi 17 anni, Benedetta Pilato ha fatto una fotografia che più nitida non si poteva. In quel di Budapest, nel corso della diciannovesima edizione dei campionati del mondo di nuoto, alla nazionale italiana sta venendo tutto facile. In tre giorni di gara sono arrivate ben quattro medaglie, di cui tre del metallo più pregiato grazie alle imprese di Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi e Benedetta Pilato. Mentre scriviamo queste righe, il medagliere relativo al nuoto vede il nostro paese occupare il secondo posto, dietro agli irraggiungibili Stati Uniti. Sebbene sia ancora presto per tirare un bilancio complessivo (mancano ancora cinque giorni di gara), gli azzurri stanno mostrando un mix letale di talento, forza e gioventù. Proprio nell’anno che segue il ritiro di quella che è considerata una delle più gigantesche ed epocali atlete nate nel nostro paese – Federica Pellegrini – questa nidiata di giovanissimi campioni è salita alla ribalta per tenere alta la bandiera tricolore.

CECCON PIGLIATUTTO: SEMIFINALE 100 DORSO E RECORD ITALIANO

Thomas Ceccon ha fatto la storia

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07/07/2022 A 16:14
Il classe 2001 di Thiene ha deciso che il 20 giugno 2022 doveva essere ricordato in eterno come il suo giorno. Il vicentino ha vinto l'oro mondiale nei 100 dorso della rassegna iridata di Budapest siglando anche il nuovo record mondiale con il tempo di 51”60. Un qualcosa di assolutamente straordinario, che nella storia italiana sono stati in grado di fare in pochissimi. Il record di Ceccon è il tredicesimo della storia del nuoto azzurro, replicando quanto fatto da Benedetta Pilato proprio a Budapest l'anno scorso nel corso degli Europei sui 50 rana. Si tratta poi del secondo uomo azzurro, dopo Giorgio Lamberti nel 1989, a realizzare il nuovo limite mondiale: decisamente sopra le righe. Nel futuro cosa dobbiamo aspettarci da lui? Ceccon, al termine di un periodo che potremo chiamare di maturazione, è arrivato a conoscere benissimo le sue qualità così come i suoi obiettivi. Al termine dell’intervista con i colleghi di RaiSport, dopo la vittoria, ha specificato che il suo traguardo è fissato ben più in alto del titolo mondiale. Spavalderia? Sicurezza nei propri mezzi? Sicuramente un mix di tutto, ma d’altronde i grandi campioni fanno così: vogliono vincere sempre.
  • Di seguito l’elenco dei primatisti italiani in vasca olimpica
ATLETADISCIPLINA
Thomas Ceccon, 2022100 dorso
Benedetta Pilato, 202150 rana
Federica Pellegrini, 2009200 sl
Federica Pellegrini, 2009200 sl
Federica Pellegrini, 2009400 sl
Federica Pellegrini, 2009400 sl
Federica Pellegrini, 2009200 sl
Federica Pellegrini, 2008200 sl
Federica Pellegrini, 2008200 sl
Federica Pellegrini, 2008400 sl
Federica Pellegrini, 2007200 sl
Giorgio Lamberti, 1989200 sl
Novella Calligaris, 1973800 sl

Benedetta Pilato, un anno dopo

Per quanto paradossale possa sembrare, dopo Tokyo 2020 la carriera di Benedetta Pilato sembrava finita. La squalifica nella prova dei giochi giapponesi aveva fatto calare il silenzio sulla nativa di Taranto, retrocedendola da asso pigliatutto a due di bastoni con briscola denari. Da quel giorno e da quella delusione la classe 2005 è ripartita, puntando in maniera decisa verso la competizione all’interno della Duna Arena di Budapest: la stessa vasca dove aveva siglato il record del mondo nei 50 rana. Oggi, circa undici mesi dopo quel tonfo a cinque cerchi, la bimba d’oro è diventata campionessa del mondo 100 rana. Lo ha fatto con una gara cosparsa di cattiveria, determinazione e tattica, contro due ragazze più grandi ed esperte di lei. Lo ha fatto con la rabbia di chi voleva cancellare una macchia che non le apparteneva, tornando sulla cresta dell’onda come prima dell'Olimpiade. Le lacrime durante l’intervista post gara, in cui non riesce nemmeno a finire una frase, raccontano tanto sia del suo passato (breve ma intenso) che del suo futuro, dove interviste come queste diventeranno la prassi. A 17 anni ha già vinto almeno una medaglia d'oro a Mondiali, Mondiali giovanili, Europei, Europei in vasca corta ed Europei giovanili. "Not too bad…"

Benedetta Pilato, medaglia d'oro 100 rana

Credit Foto Getty Images

Nicolò Martinenghi è capitan futuro

Se Thomas Ceccon mette insieme quel mix di spavalderia e sicurezza nei propri mezzi che fanno schizzare l'ambiente, Nicolò Martinenghi sembra la sua versione più matura e ragionata. Il nativo di Varese, classe 1999, è forse la stella di prim’ordine nello scacchiere azzurro di questi mondiali: dopo la medaglia d’oro nei 100 metri rana, in cui ha silurato Arno Kamminga e lo statunitense Nic Fink, il due volte bronzo olimpico ha portato a casa anche il miglior tempo in batteria e il miglior tempo in semifinale nei 50 rana. Senza quel mostro di Adam Peaty, fuori per infortunio, il prodotto dell’Aniene ha l’occasione per scrivere una pagina indelebile nella storia del nuoto italiano, siglando (verbo voluto, che rimanda alla sua passione per il calcio) una doppietta da sogno. L’impressione, da fuori, è che la vittoria nella prima gara lo abbia rilassato ancora di più, irrobustendo il suo carisma e la sua consapevolezza. Al termine della vittoria nei 100 ha parlato di una gara "calcolata perfettamente" e di una "testa che ha prevalso sul fisico". Anche e soprattutto in ottica futura, queste sono le parole di un trascinatore: un capitano.

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Un supporting cast di alto livello

Oltre ai tre tenori, che hanno fatto faville con le loro medaglie d’oro, la nazionale italiana può vantare altrettanti talenti nel proprio serbatoio. Il primo nome che viene in mente è quello di Simona Quadarella, che nonostante il flop nei 1500 stile libero ha ancora 23 anni e può già vantare un numero consistente di medaglie tra europei, mondiali e giochi olimpici. Stesso discorso per Alessandro Miressi (1998): bi-medaglia olimpica e primatista italiano nei 100 stile. Nella lista, ovviamente, non si può lasciare indietro nemmeno Federico Burdisso (due bronzi olimpici, classe 2001), così come Razzetti (classe 1999, farfalla), Cerasuolo (2003, rana), Deplano (1999, stile libero), De Tullio (2000, stile), Galossi (2006, stile libero) e Lamberti (2000, misti). Si può dire, e di conseguenza scrivere, senza tema di smentite, che mai come in quest’epoca la nazionale azzurra sembra completa sotto ogni punto di vista. Sicuramente, da qui ai prossimi dieci anni non mancheranno i rivali, ma il materiale umano c’è. Potremo divertirci parecchio.

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