118 atleti azzurri presenti ai Giochi Olimpici invernali di Pechino 2022, per quella che è stata la terza più numerosa spedizione nella storia dell'Italia a Cinque Cerchi. 17 medaglie, conquistate in otto diverse discipline sportive (record), per un bilancio finale che risulta splendido. Oltre ai risultati, la rassegna pechinese ha mostrato anche tante giovani stelle azzurre ormai in rampa di lancio, pronte a raccogliere il testimone da leggende dei rispettivi sport e a farci sognare verso i prossimi Giochi, quelli di Milano-Cortina 2026. Andiamo allora a scoprire insieme quelli che potrebbero essere i potenziali volti da copertina dei XXV Giochi olimpici invernali.

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Pechino 2022
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08/02/2022 ALLE 16:44

Da Constantini a Zoggeler: donne al potere

I Giochi di Pechino 2022 sono stati caratterizzati dai grandi risultati dei team femminili, considerando che delle 17 medaglie italiane ben nove sono state vinte da atlete donne, oltre a tre conquistate da team misti. Tra questi ultimi, spicca sicuramente l'oro del doppio misto Constantini-Mosaner nel Curling. A soli 22 anni d'età, Stefania - ovviamente in coppia con Amos - ha regalato all'Italia un exploit sportivo molto vicino a quanto fatto da Marcell Jacobs e dalla staffetta 4x100 maschile nell'atletica a Tokyo 2020. La Curling-mania è praticamente esplosa nei confini dello Stivale e verso Milano-Cortina 2026 si può sognare in grande, anche con team femminile e maschile. Mantenere il titolo olimpico e replicare l'11/11 in termini di vittorie sarà molto complicato, ma Constantini ora sembra potersi dedicare appieno al Curling e, vedendo ciò che è già riuscita a fare, chissà fin dove potrà arrivare.

Il ritorno di Constantini e Cortina si veste a festa, l'accoglienza!

Se Stefania è il volto copertina di questa Olimpiade, insieme ad Arianna Fontana, molte altre alete azzurre potrebbero però consacrarsi nelle rispettive discipline durante i prossimi 4 anni, per presentarsi a Milano-Cortina a caccia di una medaglia. Lara Naki Gutmann (classe 2002) punta a ritagliarsi un ruolo di punta nel Pattinaggio di Figura: nel team event a Pechino ha mostrato ottime cose, ma i margini di miglioramento sembrano essere notevoli. Lara Della Mea (1999) potrebbe invece essere protagonista nello Sci Alpino, considerando quanto la slalomista possa migliorare e trovare quella continuità un po' frenata dall'infortunio al ginocchio sinistro patito ai Mondiali 2021 (proprio a Cortina). Nina Zoggeler (2001) dovrà invece sopportare il peso di essere figlia d'arte e tentare di inaugurare la dinastia dopo le sei medaglie olimpiche consecutive di Armin; il 15° posto nello Slittino femminile, all'esordio a Cinque Cerchi, lascia ben sperare. Insieme a Nina, anche Verena Hofer (2001) avrà quattro anni di tempo per trasportare i successi ottenuti a livello juniores anche tra i "grandi" e presentarsi così alla prossima Olimpiade per tentare l'assalto a uno dei tre metalli preziosi.

Lara Naki Gutmann, programma corto pulito

Deromedis, Donaggio, Vinatzer ma non solo: quanta fantasia

Fattore fantasia, almeno stando a quanto visto a Pechino 2022. Anche nelle squadre maschili c'è tantissimo talento diffuso, con Simone Deromedis (classe 2000) a guidare la truppa, dopo un 5° posto olimpico bellissimo ma che ha un po' il sapore della beffa visto com'è andato lo Ski Cross. L'esultanza con spaccata alla Christian Ghedina dopo l'ultimo traguardo tagliato rimane una delle perle di questi Giochi, per un atleta che deve ancora mostrare praticamente tutto di sé: al netto di imprevedibili passaggi a vuoto, Deromedis sarà assolutamente protagonista a Milano-Cortina. Discorso simile può essere fatto per Leonardo Donaggio (2003), il più giovane atleta italiano a Pechino 2022, capace di regalare spettacolo nello Sci Freestyle, specialità Big Air e Slopestyle.

Deromedis, il futuro è tuo! 5° nello Ski Cross e spaccata alla Ghedina

Insieme a loro, un ruolo di spicco vuole recitarlo anche Pietro Sighel (1999), andando magari a migliorare l'argento nella staffetta mista e il bronzo in quella maschile 5000 metri di Pechino 2022. Lo Short Track rimane sport da cui l'Italia attinge sempre metalli preziosi e il figlio di Roberto ha già mostrato grandissimi potenzialità anche a livello individuale, specie tra gli Europei e i Mondiali del 2021. Impossibile dimenticare poi Alex Vinatzer (1999), slalomista dal sicuro avvenire. C'è chi l'ha inserito tra i "flop" azzurri dei Giochi appena conclusi, motivando la scelta con l'incapacità dello sciatore di concludere due manche con la stessa qualità. Dovesse però trovare continuità di rendimento nel corso della stessa gara, senza alternare frazioni oneste ad autentici miracoli tra i pali, l'Italia potrebbe tornare sul podio di specialità a distanza di 16 anni dall'oro di Giuliano Razzoli.

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