Il 7 giugno 2021 sarà una data da ricordare, da mettere in calendario come festa nazionale del tennis italiano perché Jannik Sinner e Lorenzo Musetti - in rigoroso ordine di classifica - sfideranno rispettivamente Rafa Nadal e Novak Djokovic, i due giocatori che, insieme a Roger Federer, hanno segnato l'ultimo ventennio di questo sport. Peccato che non ci sarà il match tra Berrettini e lo svizzero che avrebbe completato l'apoteosi: l'allievo di Vincenzo Santopadre è già ai quarti per forfait di re Roger. I Big Three hanno cambiato per sempre la nobile arte della racchetta sbriciolando qualsiasi record e portando il tennis in un'altra dimensione. Ai nostri ragazzi classe 2001 e 2002 l'onore e l'onere di misurarsi con chi ha vinto 38 prove dello Slam (20 e 18) nella cattedrale della terra battuta.

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Djokovic vs Musetti

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Avrebbe voluto senza dubbio affrontare Marco Cecchinato il numero 1 del mondo per prendersi la rivincita dei quarti del 2018 e perché - non ce ne voglia il nostro Marco - si sarebbe sentito più "al sicuro". Novak Djokovic ha già intuito il pericolo rappresentato da Lorenzo Musetti, la novità più abbagliante del Roland Garros 2021 anche a livello mondiale: "Mi piace molto come gioca. Ha due fondamentali molto potenti e riesce a dare tanta rotazione alla palla. Inoltre, ha un bellissimo approccio al tennis. Ha confidenza sul campo, viene spesso a rete, gioca in maniera superba la smorzata e ha anche un ottimo servizio, che riesce a giocare piatto oppure esterno ad aprirsi il campo, sia kick che in slice".

Lorenzo Musetti felice dopo la vittoria con Cecchinato

Credit Foto Getty Images

"I risultati, non a caso, si sono visti, dal momento che, ad esempio, in Messico ha battuto Dimitrov, affermandosi nel tennis dei grandi. Questo vuol dire che dovrò esprimere il mio miglior tennis, sapendo che lui scenderà in campo senza nulla da perdere. Sono sicuro che il fatto di giocare contro di me, su uno dei campi principali, riuscirà a fargli mettere in mostra il miglior tennis della sua vita".

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In effetti, Musetti sembra un animale da palcoscenico, quel tipo di giocatore che, con un po' di sana presunzione, sa esaltarsi quando più conta (6 successi in 9 partite contro i Top 20). E allora cosa c'è di meglio del numero 1 al mondo in uno Slam? La personalità al ragazzo di Carrara non manca di certo e le sue doti innate sono garanzia di spettacolo. Da quando ha preso in mano la racchetta, ereditando la passione di papà Francesco, Lorenzo si è fatto guidare da Simone Tartarini per dare un ordine mentale al suo immenso repertorio: "A volte sbaglia perché ha fin troppe soluzioni", spiegava di recente il suo coach. La varietà di gioco va domata per risultare vincente così come la tendenza a specchiarsi un po' nella bellezza del suo tennis.

Bello, forte e divertente: la "presunzione" di Musetti è un plus

Musetti è appena all'inizio del percorso, è al suo primo tabellone principale di un major e ha già stupito tutti. I due si sono allenati insieme anche se non si sono mai affrontati nel circuito e il Djoker sa che un giocatore capace di spezzargli il ritmo e di trovare vincenti in tanti modi diversi (rovescio lungolinea, passante e palla corta su tutti) può essere una minaccia. L'ha già dimostrato l'eclettico Dan Evans a Monte Carlo in una giornata molto negativa del serbo. Negli Slam queste giornate sono decisamente meno frequenti per il numero 1 del mondo ma Musetti è più forte di Evans. Lorenzo è un giocatore che, per caratteristiche, può creare più problemi a Djokovic rispetto a Sinner e per una volta potrà giocare senza avere nulla da perdere. La missione di tradurre in risultati la bellezza del suo tennis è sul lungo periodo: contro il serbo, pur non essendo uno che si accontenta, può permettersi di divertirsi.

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Nadal vs Sinner

Si sono appena affrontati a Roma e la partita ha lasciato al ragazzo di Sexten un retrogusto più amaro rispetto ai quarti di finale di ottobre dove, sullo stesso teatro di oggi, lo Chatrier, Jannik Sinner fu in grado di mettere in difficoltà Rafa Nadal come nessun altro sulla strada del ventesimo Slam, Novak Djokovic compreso. Il mancino di Manacor ha vinto 103 partite a Parigi e ne ha perse due: è bene ricordarlo, non esiste impresa più ardua in questo sport che affrontare The King of Clay sul suo campo preferito, da dove tra l'altro l'hanno estromesso nel match con Norrie (Rafa dirottato sul Lenglen, lesa maestà).

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Lo spagnolo ha scelto e testato in allenamento l'altoatesino in Australia e si sarà accorto dei piccoli ma ben visibili mutamenti nel suo piano tattico: Sinner rischia di più, manovra meno da fondocampo anche a costo di commettere qualche errore di troppo. Il lavoro svolto con Riccardo Piatti va in questa direzione e chissà che non possa essere la chiave contro il mancino di Manacor: nella lotta da fondocampo nessuno è mai sopravvissuto alla logorante morsa di Rafa. Bisognerà senza dubbio pretendere il massimo dal servizio - colpo un po' ballerino in questo primo scorcio di 2021 - per provare a vincere il primo set e a fare partita. Se Nadal dovesse prendere subito il largo, non ci sarebbe modo di rientrare. Il 13 volte campione di Parigi ha grande rispetto per Sinner: "Le condizioni sono differenti rispetto all'anno scorso e Sinner è un giovane che migliora settimana dopo settimana. Ci conosciamo bene e ci siamo anche allenati insieme. Dovrò essere aggressivo e non commettere errori. Negli ottavi di finale di uno Slam non si possono incontrare avversari facili".

Jannik Sinner - Roland Garros 2021

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Entrambi cercheranno di prendere subito in mano il gioco e Sinner deve essere disposto a "stare nello stress" a lungo, come lui stesso ha osservato. L'esperienza dello scorso anno e degli Internazionali d'Italia può servire al classe 2001 che ha una capacità non comune: quella di saper azzerare i momenti negativi e giocare tutti i punti.

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Il bilancio di Nadal negli Slam contro gli italiani è 9-1. L'unica sconfitta risale agli US Open 2015, quando Fabio Fognini lo rimontò da due set a zero. Quello di Djokovic è ancor più netto: 11-1, l'unico ko è quello con Marco Cecchinato a Bois de Boulogne citato in precedenza. Il presente dice Djokovic e Nadal ma vederli incontrare i nostri ragazzi più promettenti nello stesso giorno, senza dimenticare che avremmo potuto ammirare anche Berrettini-Federer, ci lascia la convinzione che il futuro è tinto d'azzurro.

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