Non ci sono purtroppo state aggiunte tramite le qualificazioni, ma la truppa italiana in campo maschile è comunque molto ricca. Sono ben 10 i tennisti azzurri presenti in tabellone, di cui 4 addirittura come teste di serie: è il miglior risultato di sempre, questo, del tennis italiano maschile, che mai aveva potuto vantare così tante teste di serie ai Championships.

Matteo Berrettini (seeding: 8)

Dentro come n°7 del torneo (dopo il ritiro di Thiem per problemi al polso), gli occhi saranno tutti su Matteo per evidenti ragioni. Perché col suo servizio questa è la sua superficie, perché ha vinto 17 delle ultime 19 partite sull’erba, per il titolo al Queen’s e chi più ne ha più ne metta. Matteo difende un ottavo di finale sul centrale conquistato nel 2019, dove venne letteralmente spazzato via da Federer. Due anni dopo però Berrettini è cresciuto e a fronte anche di defezioni importanti, si attesta come uno dei principali outsider quando si cerca qualcuno oltre al nome Djokovic. Certo, dovrà convivere con questo tipo di pressione e non sarà semplice, ma se c’è un azzurro da tenere d’occhio più degli altri, è senza dubbio Matteo.
ATP, Eastbourne
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26/06/2021 A 13:35

Matteo Berrettini festeggia con la coppa conquistata dopo il titolo al Queen's 2021

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Jannik Sinner (seeding: 20)

Attuale n°23 del mondo, Sinner alla stesura di questo articolo entra da n°20 del seeding. Il cammino certo non è dei più incoraggianti. Sinner ha giocato solo al Queen’s, perdendo da Draper al primo turno in un match in cui era avanti 4-0 e 40-15 nel primo set e 5-4 e servizio nel secondo. Su Sinner però, la sensazione, in questo momento, è che ci sia bisogno di allentare un po’ la pressione. Eccessive aspettative, un tentativo di giocare un tennis più aggressivo che l’ha reso inevitabilmente meno solido. L’altoatesino per altro in carriera su questa superficie ha giocato solo 6 match ufficiali: 4 sconfitte e 2 vittorie; quest’ultime nel 2019 con Lacko e Fabbiano. Keep clam and give him time, per dirla nello slang del posto.

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Sonego (seeding: 24)

Fermo all’exploit romano, da lì in poi Lorenzo ha quasi staccato la spina. La semifinale agli Internazionali d’Italia dove ha per altro trascinato Djokovic al 3° set sembra aver un po’ drenato il piemontese, che nelle successive uscite ha incassato 3 ko al primo turno tra Parma, Roland Garros e Queen’s. A Eastbourne – al momento della stesura di questo articolo – ha ritrovato la vittoria con Millman. Un buon segnale in vista di Wimbledon, dove in 2 partecipazioni però non è mai andato oltre il primo turno. Quest’anno le aspettative sono sicuramente diverse. Anche perché non in molti lo ricorderanno, ma il primo titolo di Sonny fu pur sempre vinto su questa superficie: l’erba di Antalya.

Sonego e Djokovic dopo il match di semifinale agli Internazionali d'Italia 2021

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Fognini (seeding: 27)

La stagione sembrava iniziata bene per Fabio, con le belle prove in ATP Cup, gli ottavi in Australia e i quarti al torneo di Monte Carlo. Poi però il ligure ha un po’ perso la via, con Barcellona, Roma, Ginevra e Parigi dove Fognini non è mai riuscito a vincere più di 2 partite consecutive. Sono usciti un po’ di punti che ancora conservava dal gran 2019 (titolo nel Principato) e la classifica ne ha subito risentito. Wimbledon non è mai stato il suo torneo: in 11 partecipazioni non è mai andato oltre al terzo turno; risultato raggiunto anche nel 2019, in quel famoso ko con Sandgren e quelle infelici dichiarazioni “belliche”, mettiamola così, sull’All England Club. E’ sempre difficile fare un pronostico con l’estroso Fognini. Le sua condizioni fisiche sono buone, ma spingersi a dire dove possa arrivare è un esercizio che nemmeno la sfera di cristallo. Prendere o lasciare, as usual.

Fabio Fognini - ATP 500 Queen's 2021

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Lorenzo Musetti (ATP 62)

Negli occhi degli italiani ci sono ancora i due pazzeschi set giocati con Djokovic al Roland Garros, ma là fuori è un mondo spietato e gli stessi avversari ora guarderanno Musetti con occhi diversi. Il carrarino ha scelto di staccare per un po’ dopo il Roland Garros ma soprattutto di concentrarsi sugli esami di maturità, ragion per cui il suo avvicinamento a Wimbledon è stato nullo in termini di match ufficiali sull’erba. Tutto da vedere dunque il suo adattamento ai prati di Wimbledon, dove di fatto Musetti giocherà la sua prima partita ufficiale su questa superficie. E anche se il promettente Lorenzo ha dimostrato di apprendere piuttosto rapidamente, qualche incognita sul lato del rovescio (dove il tempo di preparazione del colpo non è rapidissimo) c’è eccome. Insomma: sulla carta non c’è da aspettarsi il grande cammino visto a Parigi. Felicissimo, in caso contrario, di essere smentito.

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Gianluca Mager (ATP 77)

La classifica dice che Mager si presenta a Wimbledon col best ranking, frutto della vittoria al Challenger di Marbella a fine marzo, della bella corsa a Belgrado di metà aprile (quarti con Karatsev) e della semifinale settimana scorsa al Challenger di Prostejov. Ecco, tutti tornei sulla terra per un terraiolo puro. Mager, 27 anni il prossimo 1 dicembre, in carriera ha giocato 3 partite su questa superficie: tutte nel 2019, una al Challenger di Ilkley e le altre due nelle qualificazioni proprio di Wimbledon. Vinta solo una, con quel Aleksandr Nedovyesov che i più fanatici forse ricorderanno per quella vittoria in Davis su Fognini qualche anno fa. Detta senza troppi giri di parole: aspettative, zero. Vediamo se sarà bravo a smentirci.

Marco Cecchinato (ATP 86)

Al momento dell’entry list del tabellone Marco Cecchinato era un fuori di un nulla, poi varie defezioni gli hanno permesso l’ingresso in main draw. Oggi il Ceck ha recuperato un po’ di terreno, tant’è che il suo Live Ranking dice posizione n°89 del mondo, frutto del buon cammino a Parma (finale) e al Roland Garros (terzo turno). Il siciliano ha deciso di non giocare tornei sull’erba, ma di volare direttamente in Inghilterra per la preparazione. Su questa superficie di fatto non ha mai vinto partite, se non nel magico 2018, quando sulle ali dell’entusiasmo dopo la semifinale al Roland Garros si presentò a Eastbourne battendo Istomin e Millman e arrivando fino alla semifinale con Lacko. Da lì non ha più vinto un match su questa superficie, su cui in carriera ha giocato comunque un totale di sole 8 partite. Difficile potersi aspettare qualcosa di clamoroso all’All England Club.

Cecchinato esce al primo turno di Wimbledon 2019 contro De Minaur. Wimbledon 2019

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Stefano Travaglia (ATP 87)

E’ il primo anno della carriera in cui Travaglia si può permettere un avvicinamento a Wimbledon con una preparazione nei precedenti tornei. In passato infatti era sempre dovuto partire dalle qualificazioni, superandole in 2 casi su 3 (2017 e 2018). Insomma, Travaglia si avvicina con altra ‘dimensione’ a questo torneo; e le buone partite fatte vedere sia con Berrettini al Queen’s che con Pella a Maiorca sono di buon auspicio. Riuscire a superare il traguardo del primo turno, il sorteggio gli ha messo di fronte Pedro Martinez, è un obiettivo alla sua portata.

Andreas Seppi (ATP 89)

Al momento della stesura di questo pezzo l’altoatesino è ai quarti di finale di Eastbourne, con uno splendido cammino proveniente dalle qualificazioni. A Wimbledon Seppi vanta una presenza costante ormai dal giugno 2005, quando fece il suo esordio perdendo in 3 set da Davide Sanguinetti. Quella era solo la sua seconda presenza in uno slam. Da lì però, o meglio, dal precedente Roland Garros, Seppi non ha più saltato un major: questa infatti sarà la 64esima presenza slam consecutiva. A un solo torneo dalle 65 di Roger Federer, che lo farebbe diventare la terza striscia più longeva di sempre dopo quelle di Feliciano Lopez e Fernando Verdasco. Insomma, poco da dire su Seppi la cui unica incognita resta ormai da anni solo l’anca. Se sta bene – e a Eastbourne è sembrato star bene eccome – troverà di certo il mondo di giocarsela al meglio.

Andreas Seppi

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Salvatore Caruso (ATP 96)

Per il siciliano Wimbledon 2021 significherà solo la seconda presenza nel main draw ai Championships. L’erba non è decisamente la sua superficie, specie per l’accelerazione nei movimenti di apertura, su cui Caruso dovrà provare a fare qualcosa. Insomma, qui c’è poco da analizzare: bisogna godersi il momento. Per Caruso infatti è il primo accesso senza dover passare dalle qualificazioni, in una superficie in cui in carriera, a oggi, ha giocato solo 15 partite: tra queste anche il ko a Maiorca con un volpone come Vesely. Vediamo cosa ne verrà fuori. Ogni partita in più, comunque, è tutto di guadagnato.

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