Primoz Roglic è il miglior ciclista del 2020. O almeno questo è il responso della rivista Vélo Magazine che assegna ogni il premio Vélo d'Or al miglior ciclista dell'anno, una sorta di Pallone d'oro per i ciclisti. A vincere è stato quindi Primoz Roglic che in stagione è salito su ben due podi nei Grandi Giri, conquistando la Vuelta e collezionando un 2° posto - un po' beffa - al Tour de France. Non solo, sono ben 12 le vittorie stagionali dello sloveno che è il secondo corridore per numero di corse vinte nel 2020 alle spalle di Démare (14). E tra i successi di questa particolare annata, c'è anche una Classica Monumento: la Liegi-Bastogne-Liegi strappata ad Alaphilippe che pensava di aver già vinto.
La rivista Vélo Magazine nelle prossime ore svelerà anche la classifica finale dell'edizione 2020, con Roglic ha battuto una platea di ben 15 contendenti. In lizza c'erano anche Julian Alaphilippe (vincitore del Mondiale), Tadej Pogacar (vincitore del Tour), Primoz Roglic, Tao Geoghegan Hart (vincitore del Giro), Jakob Fuglsang, Wout van Aert, Mathieu van der Poel, Remco Evenepoel, Sam Bennett, Caleb Ewan, Daniel Martínez, Marc Hirschi, Anna van der Breggen (vincitrice del Mondiale) e Pauline Ferrand-Prévot.
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Non sono mancate però le polemiche. Non tutti hanno "preso bene" questa vittoria da parte di Primoz Roglic. Alcuni si aspettavano un trionfo di Tadej Pogacar che, in questo 2020, è riuscito a battere Roglic sia nei campionati nazionali a crono che proprio al Tour de France, con la crono decisiva ad operare il sorpasso in classifica generale alla penultima tappa. Una rimonta che verrà ricordata per molti anni nella storia del ciclismo.

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Considerando, inoltre, che per questo premio non c'è una divisione tra uomini e donne, avrebbe potuto benissimo vincere una donna. Ecco che molti si aspettavano un successo di Anna van der Breggen che in stagione ha vinto l'unico Grande Giro femminile (il Giro Rosa) oltre al Mondiale di Imola (sia la prova a crono che la prova in linea) per un totale di 6 corse nel 2020. Una cosa si può dire: come nel calcio, bisognerebbe avere il “premio maschile” e il “premio femminile”.

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