Nelle due stagione di WTCR − FIA World Touring Car Cup con la ALL-INKL.COM Münnich Motorsport, Néstor Girolami ha regalato alla Honda quattro vittorie, tre pole position e due giri veloci.
“Devi sempre saper scegliere il momento per fare il duro, visto che c'è molto più da perdere, non puoi farlo sempre"
Il 31enne argentino ha anche sperato nel titolo fino all'incidente dello Slovakia Ring nel 2020, ma l'ottima preparazione pre-stagione ha convinto ‘Bebu’ che dalle prime gare del Nürburgring Nordschleife (3-5 giugno) potrà giocarsela.

L'inizio della stagione 2021 si avvicina. Sei contento di come sono andati i test?
"È stato tutto molto positivo. Abbiamo faticato molto nelle gare di Aragón l'anno scorso e non avevamo il passo. Per lottare per un titolo, è necessario finire la stagione al vertice e cogliere le opportunità per andare a combattere. Siamo andati ad Aragón cercando di vedere dove possiamo migliorare".

La scorsa stagione è stata a dir poco intensa con sei eventi tra metà settembre e metà novembre. Com'è stato come pilota?
"È stato davvero strano non poter correre fino a settembre e dover aspettare così tanto. Ad un certo punto stavo pensando che forse la stagione non sarebbe partita. Alla fine, abbiamo potuto farla e il promotore ha fatto un ottimo lavoro mettendo insieme sei round europei in una situazione davvero difficile. Ma è stato duro dal punto di vista dei piloti, perché abbiamo avuto fine settimana ravvicinati e un sacco di gare ed eventi di fila. E' stata una stagione breve, ma intensissima, noi non potevamo pensare e analizzare gli errori. Dovevi continuare ad andare avanti. Una preparazione completamente diversa e molto difficile per tutti".

Hai vinto la prima gara della stagione a Zolder, poi hai preso la pole sul Nürburgring Nordschleife, fino all'incidente dello Slovakia Ring. Come ha influito sulla tua stagione? Il Nürburgring era una gara che avresti potuto vincere?
"Ad essere onesti a Zolder il massimo che potevamo fare era il decimo posto in qualifica e questa è stata la prima sorpresa per noi perché quella è una pista dove normalmente per la Honda dovrebbe essere buona, con curve strette e brevi rettilinei. Abbiamo massimizzato il nostro potenziale vincendo la gara a griglia invertita e questo mi ha dato l'opportunità di uscire da Zolder con una buona quantità di punti. La nostra macchina era davvero buona per il Nordschleife e abbiamo fatto un giro incredibile. La squadra ha fatto un lavoro fantastico in preparazione perché avevamo provato lì e sapevamo di avere un ritmo ottimo. Abbiamo colto l'opportunità di fare la pole che valeva 10 punti per quella gara. È stata una delle cose più pazze che ho fatto nella mia vita andare sul Nordschleife di notte, ricorderò quella pole per sempre. La Slovacchia è stato il punto di rottura dove ho sentito che abbiamo perso la possibilità di lottare per il titolo, specialmente in Gara 1 quando c'è stata l'incomprensione con Esteban. Poi l'incidente in Gara 2. Dopo Gara 1 non ho avuto il tempo di rilassarmi, ma devo imparare da quell'errore. Se rivedi le immagini dell'impatto, avrei potuto evitarlo senza chiudere la porta così velocemente. L'altro pilota [Jean-Karl Vernay] poteva evitarmi, ma tocca a me vedere come fare meglio in futuro".

In Ungheria ti sei rifatto, ma l'incidente in Slovacchia ti ha influenzato più di quanto forse pensavi?
"Abbiamo fatto poker Honda in Ungheria, è stata una gara ottima dopo la Slovacchia, anche se avevo perso la possibilità di lottare per il titolo. L'incidente è stato duro, ma dall'esterno sembra tutto più difficile che dall'interno. Mi sono sempre preparato bene in termini di allenamento fisico, con il collo e tutti gli esercizi che facciamo; questo è stato molto importante perché nel momento in cui hai un incidente del genere, se non sei in buona forma fisica, può fare più male. Per quella situazione i piloti devono essere davvero ben allenati e preparati. Sono orgoglioso di aver potuto proseguire senza alcuna conseguenza fisica, ma naturalmente ce ne sono state dal lato sportivo. Ho perso molti punti e la possibilità di continuare a lottare e ridurre il divario con Yann [Ehrlacher]".

Guardando al calendario 2021, avere in programma piste come Vila Real, Adria e Macao ti dà più speranza di fare bene?
"Sicuramente. Da parte mia mi sento più preparato che mai. Mi sto allenando molto duramente, sto facendo di tutto per lottare per il titolo e fino alla fine, senza perdere nessuna opportunità e punti. Ho anche bisogno di evitare errori da parte mia e aiutare la squadra a sviluppare la macchina il più velocemente possibile durante l'inverno. Mentalmente sono molto forte e anche fisicamente. Questa stagione è la mia terza nel WTCR, nelle prime due stagioni dovevo imparare tante cose e ora mi sento ben preparato. Questo è il momento per la Honda di vincere il titolo e io darò il 100% per riuscirci".

Cosa puoi migliorare nella tua guida?
"Conosco meglio gli avversari, le piste, il lavoro di squadra, come estrarre il massimo dalla macchina ma anche il massimo dalla pista e da ogni segreto che queste possono avere. Sto correndo con piloti che hanno molta esperienza sulle piste europee. Io ne ho molta su quelle sudamericane. Ora ho tre stagioni in Europa alle spalle e questo ti fa conoscere un po' meglio la cultura, come attaccare, come difendere e scoprire molti segreti che non conoscevo all'inizio della mia avventura nel WTCR. Ora sento che è il momento di provarci. Ad essere onesti, nel primo anno di WTCR, ero in testa grazie alla mia velocità e perché la macchina era davvero buona. Ma non avevo molta consistenza. Ora sento di avere il feeling con l'auto, so come renderla più veloce, come attaccare. Ogni anno si diventa un pilota migliore e mi sto abituando di più al sistema europeo".

Hai corso nel WTCR per due stagioni, quindi hai guadagnato più rispetto dai tuoi rivali?
"Lo diranno gli altri, non io! Non penso a quello che gli altri pensano di me, penso solo a come migliorarmi e ad essere veloce, poi il rispetto arriverà di sicuro. Se fai bene gli altri devono rispettarti perché è una questione di risultati e di coerenza, non si tratta solo di velocità".

Bisogna essere più duri per avere successo nel WTCR?
"Bisogna scegliere il momento per essere duri, non si può essere duri sempre perché ci sono più cose da perdere che da vincere se si è duri ogni volta. Per vincere le gare devi essere duro, ma per vincere il titolo devi essere intelligente. Questo è qualcosa che ho imparato dagli ultimi anni e ciò che ho ricordato dal 2014 e 2015 quando ho vinto il titolo nel Súper TC2000. A volte non si trattava di vincere le gare ma di essere intelligenti in situazioni difficili".

Come possono aiutarti quei titoli vinti in Argentina nella preparazione a questa stagione?
"Il primo campionato è il più difficile perché diventare campione è qualcosa di veramente difficile, anche se è solo un campionato nazionale. Ma non importa. Diventare un campione è qualcosa di speciale. Devi fare meno errori degli altri e questi titoli mi hanno tolto una scimmia dalla spalla in quel momento; ora mi sento molto fiducioso per questa stagione".

Ecco 'Bebu' Girolami nella nuova puntata di WTCR Fast Talk presented by Goodyear
“Era tutto molto diverso e io non parlavo una parola di inglese, ho cominciato a studiarlo ogni giorno per imparare velocemente. La Honda aveva 60kg in più e allo Slovakia Ring non era la condizione migliore, ma riuscii ad agguantare la Top10 davanti a Gabriele Tarquini, che era nel team ufficiale e un buon punto di riferimento. Vogliamo lottare per il campionato, ma sarà tutto tiratissimo, con alcuni weekend di fila che richiederanno essere preparati al meglio. Quest’anno voglio vendicarmi, ho come compagni anche Tiago Monteiro ed Attila Tassi, quindi siamo un team forte. L’atmosfera è ottima e sono molto contento di poter lavorare con i ragazzi della ALL-INKL.COM Münnich Motorsport, che ad ogni gara danno il massimo facendo un gran lavoro. Sono molto orgoglioso e grato di essere con loro e con Honda”.

Parte 1:https://www.youtube.com/watch?v=1oBDJX0ktDU
Parte 2:https://www.youtube.com/watch?v=u0Sj3yevgvY
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