Dopo Jasper Stuyven alla Milano-Sanremo e Kasper Asgreen al Giro delle Fiandre, altra sorpresa in una Classica. È Thomas Pidcock a conquistare la Freccia del Brabante con una volata incredibile davanti a van Aert e Trentin. Il corridore della Ineos Grenadiers batte allo sprint due "ruote veloci” anche se in una corsa molto esigente, considerando che la Freccia aveva in serbo la bellezza di 24 muri, 8 dei quali in pavé. Sorpresa, comunque, fino ad un certo punto visto che Thomas Pidcock aveva già fatto vedere qualcosa in questa primissima parte della sua carriera. Questa è la sua prima vittoria su strada, ma aveva già mostrato tutto il suo talento nelle corse precedenti e nelle gare di ciclocross.

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Thomas Pidcock ha ottenuto a Overijse la sua prima vittoria in carriera da professionista, ma il corridore della Ineos Grenadiers si è fatto conoscere in ogni tipo di disciplina nel mondo del ciclismo. Prodotto del vivaio della "Wiggins” (sì proprio la squadra di Bradley Wiggins), Pidcock ha cominciato con la pista e nei velodromi ha affinato le sue doti a cronometro, cosa molto importante se un giorno vorrà competere nei Grandi Giri. Nel 2017 diventa anche campione nazionale britannico di Scratch nella categoria juniores, ma il suo grande amore è il ciclocross. A 16 anni, infatti, è già a lottare nei circuiti di Belgio e Olanda, trovando un 2° posto nel Grand Prix Adrie van der Poel, in Coppa del Mondo juniores, e fa 5° ai Mondiali di ciclocross juniores alla sua prima esperienza. Da lì comincia la sua carriera di ciclocrossista e nella stagione successiva diventa campione d'europa e del mondo a ciclocross juniores, più due tappe di Coppa del Mondo e una del Superprestige. Continua a dominare le categorie giovanili, ma nel 2019 comincia a competere anche con i grandi, contro colossi come Mathieu van der Poel e Wout van Aert. Ottiene subito piazzamenti interessanti, centrando spesso e volentieri la top 5 all'arrivo.

Tom Pidcock in una prova di Coppa del Mondo a Namur nel 2020

Credit Foto Getty Images

Proprio a Overijse trova un 2° posto alle spalle di Mathieu van der Poel nel Vlaamse Druivencross: è l'inizio di una nuova era. Pidcock continua a sorprendere e ai Mondiali di Dübendor centra un clamoroso 2° posto alle spalle di Mathieu van der Poel. Clamoroso perché Pidcock aveva fatto meglio di Toon Aerts e Wout van Aert. Altro giro e nel corso di questa stagione, Pidcock centra ben 8 volte il podio. Non è riuscito a salire sul podio ai Mondiali di Ostende, ma ha conquistato un'incredibile vittoria a Gavere, nel Superprestige, davanti a van der Poel. La sfida è ufficialmente lanciata.

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Subito capitano della Gran Bretagna ai Mondiali su strada

Anche su strada fa vedere qualcosa di interessante. Vince l'oro juniores nella crono mondiale di Bergen nel 2017, vince una Parigi-Roubaix Under 23 nel 2019, ma nel 2020 fa un altro gradino vincendo il Giro d'Italia Under 23, conquistando inoltre le tappe di Bolca, Montespluga e Aprica (fa sua anche la classifica scalatori). Cosa che gli garantisce un contratto con la Ineos Grenadiers e la convocazione per i Mondiali su strada di Imola nel 2020. Anzi, è il capitano della Gran Bretagna. Scelta incredibile visto che la formazione britannica avrebbe potuto contare su corridori come Geraint Thomas, Simon Yates, Adam Yates o Geoghegan Hart, giusto per fare alcuni nomi. Pidcock è il futuro e il ct della Gran Bretagna voleva già fargli fare una notevole esperienza (arriverà 43°).

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Pidcock: uomo da Classiche e da Grandi Giri

Quale sarà dunque il futuro di Pidcock? Uomo da Classiche o da Grandi Giri? Probabilmente sarà performante in entrambi i casi, anche meglio di van Aert e van der Poel. Il belga solo ora sta provando a diventare un corridore da corse a tappe (per la classifica generale), l'olandese ha invece rinunciato a quel tipo di trasformazione. Pidcock conosce già certe dinamiche avendo vinto in carriera, nelle categorie giovanili, le classifiche di Giro del Galles juniores, Grand Prix Rüebliland, Tour Alsace e, appunto, il Giro d'Italia Under 23.

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Da Classiche perché ha conquistato la Freccia del Brabante da protagonista, riuscendo ad avere la meglio di corridori di esperienza come van Aert e Trentin. Dicevamo del suo successo in una Parigi-Roubaix Under 23, e in questo 2021 ha fatto 3° alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, 5° alla Strade Bianche e 15° alla Milano-Sanremo dopo aver tentato un numero in discesa. Qualcosa ci dice che sarà uno dei protagonisti della scena nei prossimi anni.
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Tokyo nel mirino

Parlando di multidisciplinarietà, Thomas Pidcock è stato anche campione di mountain bike. Ha vinto gli ultimi campionati del mondo di cross country Under 23 nel 2020 e ci riproverà quest'anno a Tokyo. Non è il solo ciclocrossista che andrà a Tokyo cercando il bersaglio grosso: una medaglia olimpica. Sarà proprio uno degli avversari di Mathieu van der Poel che ha rinunciato alla prova su strada (giudicando troppo duro il percorso di Tokyo), ma che ambisce all'oro nella prova di cross country. Pidcock ce la farà? Comunque una medaglia sarebbe oro colato, visto che il favorito resta Nino Schurter, il campione olimpico in carica.

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