La stagione delle Classiche si è appena conclusa con la vittoria di Evenepoel alla Liegi. O, almeno, parliamo delle Classiche di Primavera visto che in autunno si ritornerà con il Giro di Lombardia e non solo. Abbiamo provato a stilare un pagellone di ciò che abbiamo visto in questi mesi, tra delusioni, conferme e nuove scoperte. Kwiatkowski è tornato grande, ma che dire di van der Poel e Mohoric? Che numeri. Conferme da Pogacar anche se non è riuscito a vincere le Monumento che sperava, visto il 4° posto al Fiandre e la mancata partecipazione alla Liegi. La grande scoperta è Girmay che è diventato il primo corridore africano a vincere una Classica nella storia del ciclismo.
Da segnalare, quest'anno più che nel 2020 e nel 2021, le difficoltà a redigere questo pagellone a causa delle tante problematiche fisiche che hanno rovinato i piani di molti corridori. Dal covid ad altre malattie del sistema respiratorio come lamentato dagli stessi atleti che si sono ritrovati per la prima volta con tali vicissitudini. Insomma, è stata una bella gatta da pelare trovare un metro di giudizio univoco per le squadre e i corridori pesando ovviamente ai problemi che hanno avuto sin dai ritiri di inizio stagione.

Voto 10 a... Girmay che fa la storia

Freccia Vallone
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21/04/2022 ALLE 06:17
Già ci aveva fatto vedere qualcosa di importante lo scorso anno col 2° ai Mondiali del Fiandre, nella prova Under 23. Il corridore eritreo, però, ha fatto semplicemente la storia in questa stagione. Dopo piazzamenti importanti nelle prime corse, Girmay si è fatto notare anche nelle Classiche. 10° alla Milano-Torino, 12° alla Milano-Sanremo, 5° tra le pietre della E3 Saxo Bank Classic, fino alla vittoria della Gand. È stato il primo corridore africano a vincere una Classica, non una roba da tutti, tra muri e pavé. E non è finita qui, non è stato un fulmine a ciel sereno. Ha già dichiarato di voler vincere ancora, e provare a conquistare Roubaix e Fiandre. Non una cosa impossibile vedendo come si è destreggiato sulle pietre oltre al suo spunto veloce. Sarà un faro per un continente intero che spera di emergere col ciclismo. Intanto, noi lo aspettiamo al Giro.
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Voto 9... All'impero che colpisce ancora. La Ineos torna grande

La Ineos Grenadiers, o anche il Team Sky, non è mai stata dominatrice delle Classiche. Sì qualche successo qua e là, ma nulla di trascendentale se messo a confronto con lo strapotere avuto in passato nei Grandi Giri. Certo, Kwiatkowski qualcosa ha vinto. Beh è stato proprio il polacco a lanciare la settimana in nero. Prima l'ex campione del mondo si è preso con grande arguzia l'Amstel Gold Race, beffando nientedimeno che Mathieu van der Poel, poi è arrivata la vittoria Magnus Sheffield che si è lasciato alle spalle Evenepoel alla Freccia del Brabante. La ciliegina sulla torta è arrivata con la Parigi-Roubaix, vinta da uno straordinario van Baarle che dopo anni di gregariato si sta prendendo le giuste soddisfazioni (già l'anno scorso aveva vinto l'Attraverso le Fiandre). Il tutto con un fantastico attacco sul Carrefour de l'Arbre. In tanti si sono presi delle soddisfazioni in questa Campagna di Primavera, ma nessuna squadra ha gioito come la Ineos.
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Voto 8... A van der Poel e Mohoric

Van der Poel è tornato fenomeno delle Classiche e nessuno se lo sarebbe aspettato ad inizio stagione. Una gara e mezza, tanta era durata la sua annata nel ciclocross prima dei nuovi problemi alla schiena. Poi un lungo riposo e un'operazione al ginocchio. Ma chi lo vedrà più VDP in questo 2022? Invece il neerlandese è tornato a tempo di record a fine febbraio, col fantastico 3° posto alla Sanremo. Il tempo di fare qualche show alla Settimana Coppi e Bartali, dove ha vinto la tappa di Montecatini, e via con le Classiche delle Pietre. Ha vinto l'Attraverso le Fiandre e, soprattutto, il Giro delle Fiandre tenendo in scacco Pogacar.

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Non con la forza, ma con una migliore gestione di corsa, gestendo le energie e usando la testa. Ma VDP? È proprio vero e siamo felici di averlo visto di nuovo ai suoi livelli. Si è solo piazzato poi ad Amstel e Roubaix, ma non si può sempre vincere. E, intanto, ha conquistato la sua seconda Monumento della carriera.
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CHI È PIÙ FORTE TRA I DUE?
Voto 8 pienissimo anche per Matej Mohoric che ha dato spettacolo in questa Primavera. Intanto si è fatto tutte le Monumento della stagione, solo Joris Nieuwenhuis della DSM lo ha imitato, e tutte con ottimi risultati. Dalla pazza discesa dopo il Poggio alla Sanremo, che gli ha permesso di vincere la Classicissima, ai numeri alla E3 Saxo Bank Classic dove si è piazzato 4°. E poi ancora 9° alla Gand, 21° al Giro delle Fiandre, 13° all'Amstel Gold Race e, soprattutto, un 5° posto alla Parigi-Roubaix dopo quasi 200 km di fuga. Ha chiuso 37° alla Liegi, ma dopo essersi messo a disposizione della squadra che puntava tutto con Teuns. Un vero funambolo questo Mohoric che ha finalmente trovato la sua collocazione in gruppo.
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Voto 7... A Pogacar che si dimostra ancora grande ma...

Non è riuscito a vincere una Classica Monumento quest'anno, ma si è dato comunque da fare con grandi prestazioni. Vi ricordate la Strade Bianche vinta con un attacco a 49,2 km dall'arrivo? O ancora il 5° posto alla Milano-Sanremo e il 4° al Giro delle Fiandre? Attacchi continui sulle pietre anche all'Attraverso le Fiandre, mentre l'unica giornata veramente no è stata quella della Freccia Vallone dove ha sbagliato completato l'approccio sul Mur de Huy. Può capitare. Certo è solo 7 e non di più, perché comunque poteva far meglio sia alla Sanremo che alla Ronde. Probabilmente era il più forte in entrambe le giornate, ma ha continuato ad attaccare e ad attaccare sprecando energie. Sarà esperienza in più che si metterà nel proprio bagaglio in vista del futuro (ricordiamo che deve ancora compiere 23 anni). Quel che è certo, che il prossimo Tour si potrà decidere già alla 5a tappa prima delle salite. Sarà la frazione del pavé e per come ha 'guidato' Pogacar sulle pietre quest'anno potrebbe non essercene per nessuno.
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Voto 6... Alla Quick Step salvata da Evenepoel

All'ultima Classica utile, è arrivata la vittoria di Evenepoel alla Liegi. Questo non toglie però la primavera difficile che ha dovuto passare la Quick Step Alpha Vinyl. Tra le tante cause di questo fallimento sicuramente le cadute e le condizioni fisiche di alcuni corridori. Alaphilippe è caduto alla Strade Bianche, ha avuto il covid prima della Sanremo, altri sono stati male e non sono riusciti poi a performare nelle altre Classiche. Lampaert che si è scontrato con uno spettatore durante la Roubaix

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Le vicissitudini, insomma, sono state tante. Però c'è da dire che, a volte, si è fatto fatica a trovare qualcuno della Quick Step nell'ordine d'arrivo. A volte, al netto delle condizioni fisiche, si è corso proprio male. Al suono di campana, però, l'exploit di Evenepoel che con questa Monumento vinta è entrato finalmente in un'altra dimensione.
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Voto 5... A Matthews che è tornato ma non vince più

Abbiamo rivisto con piacere Michael Matthews. Dopo qualche anno un po' in chiaroscuro, finalmente il corridore australiano ha pedalato con i migliori nelle sue Classiche di riferimento. Doveva essere il rivale di Sagan, colui che l'avrebbe sostituito, ma non ha mai reso a quei livelli. Anzi, era proprio scomparso. Quest'anno finalmente una ripresa: 4° alla Milano-Sanremo, 11° al Giro delle Fiandre, 7° all'Amstel Gold Race e 7° alla Freccia del Brabante. Finalmente è lì, anche se non ha mai lottato veramente per la vittoria. Comincia ad avere 31 anni... L'anno prossimo sarà l'anno buono?

Voto 4... Ad Asgreen e Pidcock, completamente fuori fase

Due che ci hanno davvero deluso in questa Campagna di Primavera sono stati Kasper Asgreen e Tom Pidcock. Due che l'anno scorso avevano dato spettacolo, con il britannico che arrivava inoltre dalla vittoria al Mondiale di ciclocross dopo essere stato, inoltre, campione olimpico di mountain bike. Il corridore della Ineos Grenadiers non ha avuto settimane facili durante la Sanremo, con un virus intestinale che l'ha influenzato. È tornato, ma non hai mai più avuto il colpo vincente. Ok debilitato dal virus, ma è andato quasi sempre in difficoltà sui muri. Si è visto all'Attraverso le Fiandre (3°), ma quello è stato il suo miglior risultato. Anche alla Freccia del Brabante, di cui era campione in carica, non è riuscito a sfruttare la superiorità numerica, con la Ineos Grenadiers che si è giocata a quel punto la carta Magnus Sheffield.

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Asgreen non era partito male, con un 3° posto alla Strade Bianche dovendo correre per sé solo negli ultimi km dopo la caduta di Alaphilippe. Il prosieguo però non è stato altrettanto efficace come nella passata stagione, quando vinse la E3 Saxo Bank e il Giro delle Fiandre. Ha fatto 10° ad Harelbeke, poi 23° al Giro delle Fiandre, la sua gara. Asgreen ha anche forato quel giorno, ma che fatica sui settori in pavé, non aveva di certo la gamba dei giorni migliori. Poi 6° all'Amstel Gold Race, fino ad un 44° posto da dimenticare alla Parigi-Roubaix. Non è stato lo stesso Asgreen e si è visto.

Voto 3... All'Italia che non figura neanche nella top 10

Non che gli altri anni arrivassero vittorie a grappoli, ma che tristezza questo 2022 soprattutto se preso a confronto con la vittoria di Sonny Colbrelli alla Parigi-Roubaix del 2021. Siamo stati anche sfortunati a perdere il corridore bresciano che ha avuto problemi cardiaci (gli facciamo i nostri migliori auguri), senza trovare una valida alternativa. Trentin ha dovuto lavorare per i compagni e si è ritagliato il solo successo al Le Samyn: sì una buona vittoria, ma niente di eccezionale. E il resto? Sì, grandi gregari da Caruso a Bettiol, da Pasqualon ad Ulissi, ma la verità è che si è fatto fatica a scorgere qualche bandierina italiana nelle prime posizioni delle grandi corse del Nord. Insomma, non come 20/30 anni fa quando si dominava a queste latitudini. Urgono cambiamenti strutturali.

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Voto 2... All'Astana mai nel vivo per vincere una Classica

Sotto la lente di ingrandimento c'è finito lo scouting dell'Astana. La formazione kazaka ha perso la sua anima spagnola e ha ritrovato quella italiana, ma non sono stati ingaggiati corridori per le Classiche. È stata una delle squadre che più ha sofferto in questo 2022, con l'Astana che non ha mai proposto un corridore non diciamo per la vittoria, non diciamo per il podio, ma nemmeno per la top 10. Un fallimento totale. Sì certo, avevano Moscon ma il solo trentino non poteva bastare per poter ottenere dei buoni risultati in primavera. Con Moscon fuorigioco per il covid poi, la primavera dei kazaki è stata a dir poco disastrosa.

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Voto 1... Ai risultati della DSM dopo i tanti addii

Anche qui c'entra il discorso ciclomercato. Non tanto quello, povero, fatto prima di questa stagione, ma a far male sono i tanti corridori che questa squadra ha perso nel corso degli anni. Che ha perso o, per meglio dire, che ha fatto scappare per un motivo o per l'altro. Da Dumoulin a Hirschi, da Van Wilder a Barguil. Senza dimenticare Benoot, Oomen, Matthews e Walscheid, tutti corridori che avrebbero fatto comodo in queste Classiche. Ma, non si sa perché, non si respira una grande aria nel Team DSM, ex Team Sunweb. Dai metodi di allenamento al modo di fare del management. In tanti si sono lamentati e adesso non resta che Soren Kragh Andersen per provare a fare qualcosa. Ma il danese è costretto ad attacchi suicidi che non portano a nulla...

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Voto 0... Alla sfortuna di van Aert

Doveva spaccare il mondo, ma si è ritrovato con due podi nelle Monumento e poco di più. C'è stata davvero tanta sfortuna per Wout van Aert che partiva con i favori del pronostico per vincere Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix, ma qualche giorno prima della Ronde si è ritrovato positivo al covid. Proprio nel giorno della ricognizione. Lui è tornato a tempo di record, saltando anche Freccia del Brabante e Amstel Gold Race, e ha confezionato un incredibile 2° posto alla Roubaix e un 3° posto - al debutto - alla Liegi-Bastogne-Liegi. Risultati che aumentano il rammarico per WVA e per la Jumbo Visma, perché quest'anno il belga sembrava avesse la gamba giusta per spopolare sulle pietre e non solo. Restano la vittoria alla Omloop Het Nieuwsblad e alla E3 Saxo Bank Classic (con 2° posto di Laporte), ma van Aert voleva le Monumento. Sono arrivati altri piazzamenti con Benoot e Laporte, ma la sfortuna dei Jumbo è continuata anche nelle Ardenne. Roglic voleva e poteva fare tanto tra Freccia Vallone e Liegi, ma non ha neanche partecipato per un problema al ginocchio. Sono stagioni che vanno così...

Altro arrivo in parata dei Jumbo: rivivi il trionfo di van Aert

Tutte le Classiche 2022: risultati e video

Omloop Het Nieuwsblad: Wout VAN AERT - Video Arrivo;

Kuurne-Bruxelles-Kuurne: Fabio JAKOBSEN - Video Arrivo;

Le Samyn: Matteo TRENTIN - Video Arrivo;

Strade Bianche: Tadej POGACAR - Cronaca - Video Arrivo;

Milano-Torino: Mark CAVENDISH - Cronaca - Video Arrivo;

Milano-Sanremo: Matej MOHORIC - Cronaca - Video Arrivo;

Brugge-De Panne: Tim MERLIER - Cronaca - Video Arrivo;

E3 Saxo Bank Classic: Wout VAN AERT - Cronaca - Video Arrivo;

Gent-Wevelgem: Biniam GIRMAY - Cronaca - Video Arrivo;

Attraverso le Fiandre: Mathieu VAN DER POEL - Cronaca - Video Arrivo;

Giro delle Fiandre: Mathieu VAN DER POEL - Cronaca - Video Arrivo;

Scheldeprijs: Alexander KRISTOFF - Cronaca - Video Arrivo;

Amstel Gold Race: Michal KWIATKOWSKI - Cronaca - Video Arrivo;

Freccia del Brabante: Magnus SHEFFIELD - Cronaca - Video Arrivo;

Parigi-Roubaix: Dylan VAN BAARLE - Cronaca - Video Arrivo;

Freccia Vallone: Dylan TEUNS - Cronaca - Video Arrivo;

Liegi-Bastogne-Liegi: Remco EVENEPOEL - Cronaca - Video Arrivo;

Evenepoel se ne va! L'attacco devastante sulla Redoute

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